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Attualità

Serbia, i GDC sulla vittoria degli studenti: “Una lezione di democrazia per tutta l’Europa”

I Giovani Democratico Cristiani salutano l’affermazione della Lista studentesca alle elezioni parlamentari anticipate in Serbia del 25 ottobre. Nel comunicato, il movimento riferisce un risultato superiore al 52% dei consensi e, sulla base dei dati provvisori citati, la maggioranza assoluta dei seggi nell’Assemblea nazionale, dopo quattordici anni di potere di un solo partito.

Per raccontare il voto, i GDC hanno raccolto la testimonianza di Nevena Manić, ricercatrice e poetessa di Belgrado, che ha partecipato alle manifestazioni e ha seguito le elezioni come scrutatrice nel seggio di Čukarica.

Il punto di partenza della mobilitazione viene individuato nel crollo della pensilina della stazione di Novi Sad del 1° novembre 2024, costato la vita a sedici persone.

Una tragedia che, nelle parole della ricercatrice riportate nella nota, mostra come la corruzione “a un certo punto smette di rubare soldi e comincia a togliere vite”.

“Da quel dolore è nato un movimento che in due anni di mobilitazione pacifica ha trasformato l’indignazione in partecipazione, la protesta in proposta, la piazza in responsabilità di governo”, si legge nel comunicato.

I giovani democristiani richiamano quindi i motivi della propria vicinanza al movimento serbo: “Come giovani, riconosciamo in questa vittoria valori che ci sono propri: la dignità della persona, la trasparenza e la lotta alla corruzione, il primato dello Stato di diritto, la politica come servizio e non come esercizio di potere.” La nota descrive la Lista studentesca come civica e senza partiti e riferisce che, su 250 candidati scelti dagli studenti, almeno 150 sono dottori di ricerca.

Un caso che Manić riassume con l’espressione “le persone più preparate si mettono al servizio dei cittadini”.

Una parte del comunicato è dedicata al rapporto con l’Unione europea. I GDC riportano la dichiarazione attribuita al capolista Ilija Srdanović dopo la vittoria: “Restiamo sul percorso delle integrazioni europee”. Le priorità indicate riguardano i capitoli 23 e 24 dei negoziati, relativi allo Stato di diritto e ai diritti fondamentali.

Istituzioni indipendenti e libertà di stampa sono, nelle parole riportate dalla nota, “esattamente le cose per cui siamo scesi in piazza”.

“Un’Europa unita, fondata sulle radici cristiane e sui valori di pace, libertà e solidarietà che ispirarono i padri fondatori, non può dirsi completa senza i Balcani occidentali”, affermano i GDC.

Da qui il collegamento con San Marino e l’Accordo di associazione con l’Ue, che il comunicato riferisce essere stato firmato a Bruxelles il 19 ottobre, dopo oltre undici anni di negoziati. “In pochi giorni due Paesi diversi per storia e dimensioni hanno compiuto, ciascuno a suo modo, un passo verso un’Europa più unita”, scrive il movimento.

La lettura politica dei GDC si estende alle spinte che mettono in discussione la coesione europea: “E lo hanno fatto mentre l’Europa è sotto attacco, dentro e fuori dai suoi confini, da parte di chi la vorrebbe divisa: perché un’Europa frammentata è debole, non fa paura a nessuno ed è facile da condizionare. Ogni passo verso l’unità, da Belgrado come da San Marino, è anche una risposta a chi scommette sulla sua divisione.”

Ai giovani sammarinesi Manić rivolge un invito alla partecipazione: “In un Paese piccolo ogni persona pesa ancora di più”. La nota ricorda l’impegno dei giovani serbi e dei cittadini rimasti ai seggi durante la notte per vigilare sul voto, riportando un altro passaggio della testimonianza: “Nessuno lo farà al posto vostro. La democrazia si consuma se non la si usa.”

“Ai giovani serbi e a tutto il popolo serbo rivolgiamo un augurio sincero, perché questa stagione si traduca in riforme concrete, istituzioni più forti e una convivenza pacifica e rispettosa di tutte le comunità e minoranze del Paese”, concludono i Giovani Democratico Cristiani.

Serbia, i GDC sulla vittoria degli studenti: “Una lezione di democrazia per tutta l’Europa”