Le critiche di Giorgia Meloni alla gip Tiziana Landoni arrivano al Csm. Un gruppo di consiglieri ha chiesto l’apertura di una pratica a tutela della magistrata del Tribunale di Milano, intervenuta sul fermo di Youssef Siher senza convalidarlo.
La richiesta è stata depositata al Comitato di presidenza. A sottoscriverla sono tutti i consiglieri togati tranne sei appartenenti a Mi, insieme ai laici Ernesto Carbone, Michele Papa e Roberto Romboli.
Per i firmatari, le parole della presidente del Consiglio superano i limiti della critica alle decisioni giudiziarie e rischiano di delegittimare la giudice e la funzione della magistratura.
Le sentenze e i provvedimenti, sostengono, possono essere contestati anche duramente, senza però presentarli come un intralcio alla sicurezza dei cittadini o una mortificazione delle forze dell’ordine.
La preoccupazione riguarda anche il peso istituzionale di chi pronuncia quelle critiche: il rischio indicato è che decisioni giudiziarie sgradite diventino terreno di scontro politico.
L’iniziativa richiama quindi il compito del Csm di difendere l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, ribadendo che sicurezza collettiva e garanzie costituzionali possono essere tutelate insieme.
