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Attualità

Muccioli (PDCS): “Le maggiori entrate non devono essere destinate a un aumento della spesa pubblica”

Maddalena Muccioli (PDCS) interviene al comma 21 del Consiglio Grande e Generale, dedicato alla variazione al bilancio di previsione dello Stato e degli enti pubblici per l’esercizio finanziario 2026. Di seguito l’intervento integrale.

Maddalena Muccioli (PDCS): Vengo brevemente su questo assestamento che, come è stato evidenziato da tutte le forze politiche, è stato presentato dal governo come un assestamento tecnico. Da questo punto di vista ringrazio sia il governo sia tutte le forze politiche presenti in quest’aula per aver rispettato l’impostazione di mantenere quanto più possibile la natura tecnica di questo provvedimento.

Personalmente ritengo che sia sempre più opportuno cercare di strutturare progetti di legge, come è stato fatto di recente con quello sulla famiglia, dove sono stati concentrati tutti gli interventi a supporto dei nuclei familiari, e lasciare le leggi di bilancio e di assestamento come provvedimenti quanto più possibile tecnici e leggibili anche per eventuali interessati che non sono direttamente coinvolti nel processo di redazione.

Anch’io esprimo soddisfazione per il miglioramento del risultato di bilancio, che prevede una riduzione significativa del deficit precedente. Da questo punto di vista mi sento di confermare quanto detto da altri colleghi prima di me: non c’è nessuna volontà, nessuna idea della maggioranza e di nessun consigliere in quest’aula di sentirsi pienamente tranquillizzati da una maggiore entrata.

Il percorso iniziato con la legge di bilancio del dicembre dell’anno scorso, secondo me, deve essere mantenuto e continuato in tutte le leggi di bilancio, anche nelle prossime, e confermato negli assestamenti tecnici.

Per quanto riguarda la gestione delle maggiori entrate, concordo con chi dice che non devono essere destinate a un aumento della spesa pubblica. Ci troviamo in un momento in cui siamo molto vicini alla provvisoria esecutività dell’accordo di associazione all’Unione europea e quindi sarà sempre più importante arrivare a definire quali debbano essere gli spazi dove investire le risorse derivanti dal bilancio statale.

Propedeutico a questo deve esserci un ragionamento su quali siano le aree da potenziare, quelle eventualmente da rivedere e da rendere più efficienti e anche quelle che possono essere considerate superate o sostituite da altre.

Questo ragionamento deve essere mantenuto anche nei prossimi passaggi legati alle finanziarie, perché non può passare il concetto, e penso che nessun consigliere in quest’aula intenda anche solo farlo pensare, di poter gestire maggiori entrate del bilancio statale destinandole a un aumento della spesa corrente.

Da questo punto di vista penso che il processo iniziato dalla maggioranza e dalle forze politiche in quest’aula a dicembre dell’anno scorso debba essere mantenuto e proseguito anche nei prossimi mesi.

Ci sono state osservazioni sulla stima del valore legato alla riforma IGR approvata l’anno scorso. Mi sento di confermare che gli effetti, ad esempio, dell’aliquota aggiuntiva dell’1% sull’imposta generale sui redditi e di tutta la revisione delle deduzioni e detrazioni si vedranno a partire dalla prossima dichiarazione dei redditi, che verrà presentata a giugno-luglio 2027, quindi al termine del periodo d’imposta 2026.

Durante questo esercizio finanziario si sono già registrati gli effetti legati, ad esempio, ai rimborsi spese documentati o non documentati nelle buste paga dei lavoratori dipendenti oppure alle ritenute sui redditi prodotti da soggetti esteri in territorio sammarinese.

Ad oggi c’è quindi ancora una misurazione parziale della riforma dell’anno scorso, perché molte delle misure inserite avranno effetti a partire dal prossimo esercizio.

Ci tenevo poi a evidenziare la necessità di fare valutazioni sempre più approfondite. Alcuni colleghi prima di me hanno citato, ad esempio, il titolo irredimibile oppure la gestione stessa delle poste della monofase. Vediamo che la monofase è sempre di più una posta di bilancio difficile da preventivare, perché il relativo rimborso da destinare agli operatori economici è stimabile solo a consuntivo.

Ci sono anche altre tipologie che rientrano indirettamente nel bilancio dello Stato, come i crediti d’imposta, che sono sempre più poste complicate da gestire, anche in relazione alla sostanziale difficoltà di prevederne l’effettiva misurazione nel bilancio statale.

Ricordo che si tratta di un assestamento tecnico alla legge di dicembre dell’anno scorso, però sarà sempre più importante arrivare a valutare nelle prossime leggi di bilancio anche questi aspetti, che potrebbero avere un effetto critico, positivo o negativo, ma che comunque devono essere valutati pienamente.

In questo minuto che mi resta ci tengo a evidenziare, come hanno già fatto altri colleghi, il nostro sistema economico produttivo, che come sempre si dimostra un motore trainante per la nostra economia, come apprezzato anche dal Fondo monetario internazionale.

Per questo mi sento anch’io di esprimere grandissima soddisfazione per il fatto che il sistema economico che opera all’interno della Repubblica di San Marino riesca a essere veramente un esempio e un motore per tutta l’economia statale.

Muccioli (PDCS): “Le maggiori entrate non devono essere destinate a un aumento della spesa pubblica”