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In diretta dal consiglio - Gli interventi

Gatti: “Il disavanzo scende a 5,6 milioni. Il bilancio potrebbe puntare a un pareggio”

Il Segretario di Stato Marco Gatti interviene al comma 21 del Consiglio Grande e Generale, dedicato alla variazione al bilancio di previsione dello Stato e degli enti pubblici per l’esercizio finanziario 2026. Di seguito l’intervento integrale.

Segretario di Stato Marco Gatti: Come Segreteria, per conto del governo, abbiamo depositato in sede di apertura dei lavori di questo Consiglio Grande e Generale le proposte di emendamento al bilancio di previsione dello Stato riguardanti questa prima e unica variazione al bilancio previsionale 2026.

Andando a vedere la sostanza, il bilancio di previsione 2026, così come presentato nel dicembre 2025, conseguiva un risultato con un disavanzo di esercizio di circa 13,7 milioni.

La prima lettura, depositata nel mese di luglio, rivedeva alcune poste di entrata e di uscita, portando questo disavanzo dai 13,7 ai 7,8 milioni. In questa seconda lettura, con gli emendamenti presentati, il disavanzo scende a 5,6 milioni, quindi dai 13,7 milioni della previsione ai 5,6 milioni.

Gli emendamenti che abbiamo portato all’attenzione dell’aula rimangono nell’alveo delle indicazioni che il governo ha ricevuto dalla maggioranza, ma credo dall’intera aula consiliare, riguardo al mantenimento dell’impostazione di un bilancio, quindi non di una finanziaria nella quale si vanno a cambiare tutta una serie di norme, ma di un bilancio che ha una presentazione e una valutazione tecnica e anche politica, perché gli stanziamenti nei capitoli di bilancio hanno chiaramente un’impostazione di ordine politico, che consente di investire in determinati settori, suddividendo le entrate su determinati centri di spesa piuttosto che su altri.

Rispetto alla prima lettura, così come era stata presentata, per quanto riguarda il primo comma dell’articolo 3 abbiamo sostanzialmente soppresso la possibilità di elevare l’emissione di titoli del debito pubblico da 450 a 500 milioni. Si trattava di un’emissione di 50 milioni finalizzata a ritirare 50 milioni di titoli irredimibili, per iniziare una conversione chiaramente progressiva del titolo irredimibile.

Con l’andamento dei mercati, che hanno visto l’innalzamento dei tassi, c’è un rischio abbastanza concreto di avere maggiori difficoltà nel trovare quell’equilibrio rispetto al risultato di Cassa di Risparmio, che con la propria marginalità avrebbe potuto recuperare questo divario di interesse tra la nuova emissione e il tasso dell’irredimibile.

In più, siamo ormai a due mesi dalla fine dell’anno, quindi anche i tempi tecnici per questa emissione erano abbastanza stretti.

Abbiamo quindi deciso di togliere i 50 milioni sia dalla previsione di entrata sia, chiaramente, dalla previsione di uscita, perché questa operazione non viene più fatta, almeno nel corrente anno. Eventualmente se ne ragionerà nel bilancio di previsione 2027.

L’articolo 4 viene modificato con le nuove previsioni di entrata e di uscita.

Sono poi stati aggiunti una serie di articoli, dal 4 bis, che riguardano i vari bilanci di previsione: il bilancio dell’Azienda autonoma di Stato per i lavori pubblici, che non era stato presentato per la prima lettura, quello dell’Azienda autonoma di Stato per i servizi, del CONS, dell’ISS, dell’Autorità per l’aviazione civile, la navigazione marittima e l’omologazione, dell’Università degli Studi e dell’Ente di Stato dei giochi.

Questi sono gli articoli aggiuntivi, che non fanno altro che riportare i bilanci di variazione così come approvati dai rispettivi consigli direttivi o consigli di amministrazione.

Riguardo all’articolo 5, che contiene le disposizioni contabili, abbiamo anche in questo caso soppresso due commi. Il 12 ter andava a modificare il comma 1 ter, con il quale si dava la possibilità di non andare in registrazione per alcune note commerciali.

Ci siamo riservati di fare una valutazione più ampia e approfondita nell’ambito del bilancio di previsione. Questa era una semplificazione delle procedure amministrative per quanto riguarda gli scambi di note commerciali che avvengono tra gli uffici e i prestatori di servizi agli uffici.

All’articolo 6 abbiamo invece apportato alcune modifiche, perlopiù di carattere formale, rispetto a quanto era già stato previsto per l’Expo 2027.

Le principali poste rettificative riguardano le entrate, in particolare le imposte dirette e indirette, quindi l’IGR, per intenderci, e la monofase. Per quanto riguarda l’IGR, sulla base dell’andamento dei dati a noi oggi conosciuti, abbiamo usato sempre un criterio prudenziale.

Rispetto alle aspettative, l’incremento è stato fatto tenendo conto che ci sono ancora due mesi da qui alla fine dell’anno, nei quali potrebbero esserci dei rallentamenti.

Per quanto riguarda la monofase, questo ha comportato anche una rettifica delle uscite, quindi dei rimborsi monofase, perché abbiamo un andamento storico che ci indica che il rapporto tra entrate e uscite corrisponde sempre a una determinata percentuale.

Abbiamo quindi voluto mantenere questo rapporto per avere, anche in questo caso, una rappresentazione più prudenziale del risultato d’esercizio che, come vi dicevo, essendo intorno ai 5-6 milioni di disavanzo, potrebbe anche per quest’anno puntare a un pareggio, se non addirittura a un avanzo di bilancio nella gestione finanziaria.

Poi vedremo, nell’ambito del conto economico patrimoniale, con tutti i vari accantonamenti, come si tradurrà.

Abbiamo fatto tutta una serie di spostamenti tra i capitoli: alcuni prevedevano delle capienze di spesa che da qui alla fine dell’anno non si realizzeranno, quindi siamo intervenuti in rettifica diminuendo lo stanziamento su quei capitoli di spesa. Abbiamo invece fatto degli incrementi su alcuni capitoli per i quali si prevede di dover comunque intervenire da qui alla fine dell’anno.

In particolare, vi è uno stanziamento consistente per un intervento ormai diventato improrogabile, relativo all’acquisto di veicoli, perché il mezzo della Polizia civile allestito per intervenire in caso di incendio ha ormai i segni del tempo. Prima che si fermi completamente, abbiamo previsto un apposito stanziamento per far fronte alla richiesta di avviare subito il bando per l’acquisizione di un nuovo automezzo.

Abbiamo chiaramente rettificato anche gli interessi: quelli passivi, che avevamo previsto nell’apposito centro di costo, sono stati rettificati in diminuzione, così come abbiamo rettificato in parte gli interessi attivi, che erano correlati a quelli passivi. Le masse che si era previsto di dover gestire, fortunatamente, con il rollover del titolo, sono inferiori a quelle che avevamo preventivato.

Questo porta un risparmio di interessi passivi, ma anche un minore introito di interessi attivi, che comunque sarebbero stati inferiori a quelli passivi. È quindi un’operazione utile.

Già in prima lettura, come vi avevo detto, abbiamo previsto lo stanziamento di 2 milioni per l’arbitrato nell’apposito capitolo del Congresso di Stato per le consulenze. Dai preventivi, probabilmente la spesa, qualora dovesse realizzarsi, sarà inferiore a questa cifra, però abbiamo mantenuto i 2 milioni perché ancora non sappiamo come evolverà l’arbitrato.

Le parti adesso si dovranno incontrare. Non sappiamo se la parte che ci ha chiamato in giudizio manterrà la propria posizione per andare avanti nell’arbitrato stesso o se la riconsidererà alla luce anche delle motivazioni che lo Stato di San Marino porterà a propria difesa.

Siamo fortemente convinti che non vi siano proprio le ragioni giuridiche per avviare un arbitrato in questo senso e quindi non vi siano neanche le condizioni per arrivare a un aggiustamento tra le parti, perché non ravvisiamo nessun tipo di responsabilità né il fatto di essere una controparte in una vicenda completamente privata, che vede due privati litigare tra loro e che va risolta tra i due privati, senza tirare nel mezzo lo Stato.

Abbiamo comunque previsto quella che può essere la spesa massima per questo arbitrato, perché, qualora non fosse ritirato, noi andremo avanti e non abbiamo nessuna intenzione di andare a trattarE.