L’ombra dell’assalto a Capitol Hill del 6 gennaio 2021 torna a pesare sulle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. Con i repubblicani in difficoltà nei sondaggi, cresce il timore che Donald Trump possa contestare i risultati in caso di sconfitta.
Le rilevazioni indicano un vantaggio dei democratici e alimentano l’ipotesi di una “onda blu”, capace di consegnare al partito liberal il controllo di entrambe le Camere del Congresso.
Secondo diversi osservatori, saranno soprattutto le ore e i giorni successivi al voto a rappresentare il momento più delicato, quando lo scrutinio delle schede per corrispondenza potrebbe modificare i risultati iniziali.
Uno scenario che ricorda quanto accaduto alle midterm del 2018, quando Trump sollevò sospetti di brogli mentre il conteggio dei voti postali riduceva il vantaggio dei candidati repubblicani.
Le accuse raggiunsero poi il culmine con le presidenziali del 2020, vinte da Joe Biden e seguite, il 6 gennaio 2021, dall’assalto al Campidoglio durante la certificazione della vittoria democratica.
Da allora Trump ha continuato a contestare il sistema del voto per corrispondenza, cercando di introdurre nuove limitazioni. I tentativi di modifica hanno però incontrato ostacoli giudiziari e politici.
Tra questi anche il Save America Act, il provvedimento sostenuto dal presidente per introdurre regole più restrittive sul voto, che non è riuscito a ottenere l’approvazione necessaria.
Con le elezioni di metà mandato ormai vicine, resta quindi aperto l’interrogativo sulla reazione della Casa Bianca a un’eventuale perdita del controllo del Congresso.
