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Elezioni Usa, pioggia di miliardi sulla campagna elettorale: Musk guida i finanziatori, i democratici incassano di più dai piccoli donatori

Miliardi di dollari per conquistare il Congresso americano. A pochi giorni dalle elezioni di metà mandato del 3 novembre, la corsa ai finanziamenti racconta una sfida economica tra democratici e repubblicani, con risultati molto diversi a seconda della provenienza del denaro.

I candidati democratici sono avanti nella raccolta fondi diretta, con 620,7 milioni di dollari per il Senato contro i 246,8 milioni dei repubblicani. Alla Camera il vantaggio è più contenuto: 965,4 milioni contro 756,5 milioni.

La situazione si ribalta guardando ai grandi finanziatori privati. I donatori di area repubblicana hanno versato 1,54 miliardi di dollari, contro i 590 milioni riconducibili ai democratici.

Tra i candidati al Senato spicca James Talarico, democratico in corsa in Texas, che al 22 ottobre ha raccolto 127 milioni di dollari. Il suo obiettivo è riportare un democratico al Senato per il Texas, risultato che manca dal 1988.

Alle sue spalle c’è Jon Ossoff, senatore democratico della Georgia, con 109 milioni di dollari, oltre dieci volte quanto raccolto dal rivale repubblicano Mike Collins.

In Ohio, l’ex senatore Sherrod Brown ha ottenuto finanziamenti tre volte superiori a quelli dello sfidante Jon Husted, sostenuto però da importanti gruppi legati alle criptovalute.

Tra questi figura Defend American Jobs, che ha destinato 11,4 milioni di dollari alla pubblicità elettorale a favore del repubblicano. Altri quasi 3 milioni arrivano dal Digital Freedom Fund, sostenuto soprattutto dai gemelli Winklevoss.

Nella classifica dei candidati più finanziati figurano anche Roy Cooper, in Carolina del Nord, con 47,2 milioni, e Abdul El-Sayed, democratico socialista in Michigan, con quasi 45 milioni. Quest’ultimo, se eletto, potrebbe diventare il primo senatore musulmano degli Stati Uniti.

Alla Camera guida la raccolta fondi Alexandria Ocasio-Cortez, con 37 milioni di dollari, quasi 13 milioni in più rispetto allo speaker repubblicano Mike Johnson.

Una parte consistente di queste risorse, tuttavia, è stata raccolta da candidati che corrono in collegi considerati sicuri. Il denaro potrebbe quindi essere utilizzato anche per sostenere altre campagne nei distretti più combattuti.

Tra i grandi finanziatori domina invece Elon Musk, primo nella classifica con 369 milioni di dollari destinati all’area repubblicana.

Seguono Richard ed Elizabeth Uihlein, proprietari dell’azienda Uline, con 138 milioni, e Jeff e Janine Yass, legati al gruppo finanziario Susquehanna, con 110 milioni.

George Soros è l’unico finanziatore di area democratica tra i primi dieci, con 102 milioni di dollari.

Nella graduatoria compaiono anche Marc Andreessen e Ben Horowitz, con 92,2 milioni, Miriam Adelson con 67,6 milioni, i gemelli Winklevoss con 55,3 milioni e Paul Singer con 53,5 milioni.

Tra i principali donatori figurano inoltre Greg Brockman, presidente e cofondatore di OpenAI, e la moglie, con 50 milioni di dollari, oltre a Stephen e Christine Schwarzman, con 36,1 milioni.

A emergere è soprattutto il peso crescente dei grandi patrimoni della tecnologia, della finanza e delle criptovalute nelle campagne elettorali americane.

Secondo il Brennan Center for Justice, questi settori stanno assumendo un ruolo sempre più rilevante nel finanziamento della politica statunitense, proseguendo una tendenza già evidente durante le presidenziali del 2024.

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