La firma dell’Accordo di associazione tra San Marino e Unione europea apre la strada alla progressiva integrazione dei servizi finanziari sammarinesi nel mercato unico. L’accesso sarà però subordinato alle verifiche sul quadro normativo e sulla solidità del sistema di vigilanza, con il coinvolgimento delle autorità europee di supervisione.
A precisarlo è la Banca Centrale della Repubblica di San Marino, che indica per l’inizio del 2027 la prevista entrata in vigore dell’intesa sottoscritta oggi, 19 ottobre. L’accordo definisce relazioni più strette con l’Ue e prevede la partecipazione del Paese al mercato unico, nel rispetto delle regole europee, con condizioni di concorrenza paritarie e di piena reciprocità.
Per il comparto finanziario, dunque, la firma avvia un percorso che richiederà ulteriori passaggi. “Per il settore finanziario, l’accesso al mercato unico sarà progressivo e subordinato all’esito positivo della verifica sulla solidità dei quadri normativi e di vigilanza sammarinesi, con il coinvolgimento delle Autorità europee di supervisione”, si legge nel comunicato.
La presidente di Banca Centrale, Catia Tomasetti, richiama le prospettive economiche dell’intesa: “La firma dell’Accordo di Associazione apre per San Marino una nuova prospettiva, che va oltre il rafforzamento dei rapporti istituzionali con l’Unione Europea e guarda alla progressiva apertura del nostro sistema finanziario a una dimensione sempre più internazionale, creando opportunità di crescita per l’economia del Paese”.
Banca Centrale collega questo passaggio al percorso avviato nel 2012 con la firma della Convenzione monetaria. Il direttore generale Andrea Vivoli si sofferma sugli interventi compiuti nel settore: “L’Accordo firmato è il risultato di un percorso che affonda le sue radici nel processo di risanamento del sistema finanziario sammarinese attraverso interventi profondi sulla qualità degli attivi, sulla patrimonializzazione, sulla governance, sulla redditività”.
Per Vivoli, l’apertura al mercato europeo richiede basi solide: “È un’opportunità che dobbiamo affrontare con la consapevolezza che l’integrazione passa innanzitutto dalla solidità del quadro normativo, dall’efficacia della vigilanza e dalla credibilità del sistema”.
