Donald Trump alleggerisce le sanzioni contro la Russia e scatena la protesta dell’Ucraina. Il presidente americano ha firmato un ordine esecutivo che sospende l’applicazione di importanti restrizioni economiche e dazi previsti dal Lindsey Graham Act, approvato a settembre e destinato a entrare in vigore nei prossimi giorni.
La legge prevedeva dazi fino al 100% per i principali Paesi acquirenti di petrolio e gas russi, oltre a nuove sanzioni contro banche, funzionari e settore energetico di Mosca.
Trump ha giustificato la sospensione con ragioni di interesse nazionale. La decisione arriva mentre la Casa Bianca cerca di contenere il prezzo del carburante in vista delle elezioni di metà mandato del 3 novembre. Restano comunque in vigore le precedenti sanzioni americane contro la Russia.
Durissima la reazione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, secondo cui l’allentamento della pressione economica rischia di premiare Vladimir Putin e incoraggiarlo a proseguire la guerra.
Le critiche arrivano all’indomani di un pesante attacco russo contro le infrastrutture energetiche ucraine. Kiev teme che Mosca voglia mettere in ginocchio la rete elettrica del Paese prima dell’inverno, provocando blackout su larga scala.
Di segno opposto la reazione del Cremlino. Kirill Dmitriev, consigliere economico di Putin, ha definito la scelta americana un momento «importante e davvero storico».
