Da oggi puoi fare una segnalazione a Insider senza dire chi sei. Vai su insider.sm/segnala, scrivi quello che sai e, se vuoi, allega documenti e foto. Non ti chiediamo il nome e le segnalazioni le leggo solo io.
Lo abbiamo fatto perché a San Marino il silenzio raramente è indifferenza. Più spesso è prudenza.
In un Paese dove tutti si conoscono, chi ha visto qualcosa che non va sa bene quanto costa dirlo. Così tante cose restano dove sono nate, in un ufficio, in un cassetto, in una conversazione a bassa voce.
Chi fa questo mestiere lo sa.
Le notizie che contano davvero non nascono in redazione. Nascono da qualcuno che ha visto e ha deciso di parlare. Il compito di un giornale è rendere possibile quel passo e poi fare il proprio lavoro fino in fondo.
Cosa non è
Non è una bocca della verità e non è un tribunale.
Una segnalazione da sola non diventa mai un articolo. Prima la verifichiamo, con i documenti e con altre fonti. Prima di pubblicare sentiamo sempre la persona chiamata in causa.
Non paghiamo nessuno per le informazioni e non pubblichiamo dettagli privati che non servono alla notizia.
Non cerchiamo pettegolezzi né regolamenti di conti.
Cerchiamo fatti che i cittadini hanno il diritto di conoscere. Soldi pubblici, decisioni che toccano tutti, regole che valgono per alcuni e non per altri.
La promessa e i suoi limiti
Il segreto sulle fonti per un giornalista è un obbligo di legge e di coscienza.
Lo rispetterò.
Ma ai lettori dobbiamo anche la verità sui limiti. Per alcuni reati, come la corruzione, la legge permette al giudice di chiedere le fonti.
E nessun sistema protegge chi racconta un dettaglio che conoscono in tre. Per questo la protezione più forte resta una sola, non dirci il proprio nome.
E scrivere con prudenza, dal proprio telefono e non da quello dell’ufficio.
Preferiamo dirlo chiaro oggi piuttosto che promettere quello che nessuno può garantire.
Lo strumento che usiamo, e perché
La cassetta funziona con GlobaLeaks, un programma libero per le segnalazioni anonime, nato in Italia nel 2011.
Lo usano più di 30.000 organizzazioni nel mondo. In Italia l’ha scelto anche l’Autorità nazionale anticorruzione per la sua piattaforma nazionale delle segnalazioni. Ci lavorano anche giornalisti d’inchiesta e organizzazioni come Transparency International e Amnesty International.
Lo abbiamo scelto per tre motivi.
È aperto. Il codice è pubblico. Chiunque può controllare cosa fa, e nessuno può nasconderci dentro qualcosa.
È controllato. Dal 2011 lo hanno esaminato società di sicurezza indipendenti come Cure53, Radically Open Security e Least Authority.
È fatto per proteggere chi scrive. Non registra l’indirizzo della connessione. Ogni segnalazione è cifrata con una chiave che ho solo io: nemmeno chi gestisce il server può leggerla. Si può usare anche con Tor Browser, il programma che nasconde da dove ci si collega.
La cassetta gira su un server tutto suo, in Europa, separato dal sito del giornale. Quello che non diventa notizia si cancella da solo dopo 90 giorni.
Una porta aperta
Un piccolo Paese ha bisogno di un’informazione che non abbia paura e di cittadini che non debbano averne.
Questa cassetta è il nostro modo di tenere aperta una porta. Se sai qualcosa che San Marino dovrebbe sapere, sai dove trovarci.
Francesca Devincenzi – Direttore di insider.sm
