Read in English
Attualità

Commissione Politiche Giovanili, riforma unanime: soglia a 35 anni

Via libera in Commissione Affari Costituzionali alla revisione della legge del 2007: l’organismo che rappresenta i giovani viene rafforzato, la fascia di età si allarga e arriva l’obbligo di consultare direttamente i ragazzi. Accolto senza modifiche un emendamento dell’opposizione.

Al centro c’è la Commissione Politiche Giovanili, l’organismo istituito per rappresentare le nuove generazioni e affiancare il Governo nelle scelte che le riguardano. Negli anni ne aveva segnalati i limiti operativi: strumenti scarsi, ruolo incerto, poca capacità di incidere.

Ieri la Commissione Consiliare Affari Costituzionali ha approvato all’unanimità la riforma che dovrebbe rimettere in carreggiata quell’organismo, riscrivendo la legge di riferimento risalente al 2007. Relatore unico in Consiglio sarà Ilaria Bacciocchi (PSD).

Il Segretario di Stato Teodoro Lonfernini ha spiegato che il testo nasce proprio dal confronto con la Commissione Politiche Giovanili, con l’obiettivo di rafforzare un organismo che «non sempre è stato considerato con la dovuta importanza», tanto più in una fase segnata dal calo demografico.

La fascia di età si allarga fino ai 35 anni

La modifica di maggiore impatto riguarda il perimetro d’azione: la fascia di riferimento delle politiche giovanili sale fino ai 35 anni. Una scelta che amplia in modo sensibile la platea degli interventi e che Bacciocchi ha definito «straordinariamente giusta ed opportuna», aggiungendo che la legge «deve segnare un vero e proprio cambio di passo», con strumenti concreti e risorse.

Entrano nel testo anche l’educazione digitale e un piano biennale di programmazione, che sostituisce la logica degli interventi episodici.

L’emendamento dell’opposizione accolto senza modifiche

Carlotta Andruccioli (Domani Motus Liberi) ha proposto di introdurre forme periodiche di consultazione diretta dei giovani, attraverso incontri pubblici, questionari e strumenti digitali: metterli al centro dell’agenda politica, ha argomentato, significa renderli protagonisti dei processi decisionali e non soltanto destinatari.

Il Governo ha accolto la proposta integralmente. Lonfernini ha parlato di «pieno ed intatto accoglimento dell’emendamento da parte del Governo» e il testo è passato con dieci voti favorevoli.

Con lo stesso risultato è stato approvato un emendamento del Governo sull’associazionismo giovanile, che rende più organico il riconoscimento delle associazioni e prevede una sede condivisa. Savoretti ha colto l’occasione per sollecitare la più ampia riforma della disciplina delle associazioni; Lonfernini ha confermato che la Segreteria ci sta lavorando, avvertendo però che «fare ordine è un passaggio preliminare ed inderogabile se vogliamo evitare di portare in Aula testi confusionari e non adeguatamente armonizzati».

Il nodo che si apre: commissioni senza compenso

Dal dibattito è emerso un tema che travalica il provvedimento. Giovanna Cecchetti (Gruppo Misto) ha chiesto che restasse a verbale una valutazione sul funzionamento degli organismi nominati dal Consiglio Grande e Generale e sulla totale gratuità del tempo richiesto ai loro componenti.

Commissione Pari Opportunità, Commissione Politiche Giovanili, CSDON: si tratta di cittadini che mettono a disposizione della collettività «il proprio tempo libero e le proprie energie senza ricevere alcun tipo di riconoscimento economico».

Gemma Cesarini (Libera) ha rilanciato chiedendo un gettone di presenza, e insieme che la Commissione Politiche Giovanili venga consultata in modo sistematico su tutti i progetti di legge che riguardano le nuove generazioni.

Il voto

Nelle dichiarazioni di voto Maria Luisa Berti (Alleanza Riformista) ha chiesto garanzie sul fatto che la gestione congiunta delle risorse tra Segreteria e Commissione non finisca per ridurne l’autonomia operativa. Lonfernini ha rassicurato: l’obiettivo è programmare insieme gli investimenti, non introdurre vincoli.

Andruccioli ha confermato il voto favorevole delle opposizioni, definendo il provvedimento «un primo ed importante passo in avanti». Barbara Bollini (PDCS) ha espresso il sostegno della Democrazia Cristiana, apprezzando l’estensione della fascia di età e la previsione di una sede per l’associazionismo. Per Cesarini il testo consegna «una cassetta degli attrezzi davvero efficace».

Il progetto di legge passa ora all’esame del Consiglio Grande e Generale.

Disagio giovanile, la Commissione: “Ascoltiamo i ragazzi prima che sia troppo tardi”