Alta tensione all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha utilizzato il suo intervento per rispondere alle accuse lanciate il giorno precedente dal presidente americano Donald Trump, sostenendo che sia l’Iran ad essere stato vittima del terrorismo.
Pezeshkian ha ricordato l’uccisione della guida suprema iraniana e il bombardamento della scuola di Minab, mostrando davanti all’Assemblea le immagini della guida uccisa e dei bambini morti nell’attacco. “Vengo da un Iran dove la guida suprema è stata assassinata, dove una scuola è stata bombardata causando la morte di bambini che non avevano commesso alcun crimine”, ha affermato, accusando gli Stati Uniti di non rispettare il diritto internazionale.
Il presidente iraniano ha quindi ribadito la necessità, dal punto di vista di Teheran, di mantenere un Paese forte abbastanza da resistere alle pressioni e alle minacce americane. Durante il suo intervento, la delegazione statunitense ha lasciato l’aula dell’Assemblea generale.
Pezeshkian è intervenuto anche sul dossier nucleare, sostenendo che Teheran non punta alla costruzione di armi atomiche, ma non intende rinunciare allo sviluppo e all’utilizzo delle tecnologie nucleari per finalità pacifiche.
