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Attualità

Il modello San Marino guarda fino al Canada: l’Accordo con l’Ue diventa un possibile precedente

Da San Marino al Canada, passando per Bruxelles. Paesi diversissimi per dimensioni, posizione geografica e peso internazionale, ma che potrebbero ritrovarsi, almeno in parte, lungo una stessa strada: quella di una forte integrazione con l’Unione europea senza diventarne membri.

L’apertura arrivata dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nei confronti del Canada assume così un significato particolare anche dalle parti del Titano. Nel suo discorso sullo stato dell’Unione, von der Leyen ha proposto di lavorare affinché Ottawa possa diventare il primo “membro associato” dell’Ue, rafforzando enormemente i rapporti economici e politici tra le due sponde dell’Atlantico.

Una categoria che, però, oggi non esiste nei Trattati europei. Non c’è uno status già pronto che Bruxelles possa semplicemente offrire al governo canadese. Modalità, diritti, obblighi e grado di partecipazione dovrebbero essere costruiti attraverso un nuovo negoziato.

Ed è proprio qui che entra in scena San Marino.

Secondo un’analisi pubblicata da The New Union Post, il Canada potrebbe infatti guardare proprio agli Accordi di associazione negoziati dall’Unione europea con San Marino e Andorra come a uno dei possibili modelli da cui prendere spunto. Non si tratterebbe di copiare l’accordo sammarinese – le differenze tra i Paesi sono enormi – ma di riprenderne la filosofia: entrare profondamente nel sistema europeo senza entrare formalmente nell’Unione.

L’Accordo di associazione del Titano va infatti molto oltre un normale trattato commerciale. San Marino resterà uno Stato terzo, ma entrerà progressivamente in un mercato interno europeo esteso e omogeneo, fondato sulle quattro libertà di circolazione di persone, merci, servizi e capitali. Parallelamente dovrà recepire e applicare una parte consistente della normativa europea collegata ai settori coperti dall’Accordo.

È una soluzione costruita su misura per una realtà dalle caratteristiche particolari come San Marino. Ma proprio questa flessibilità potrebbe rappresentare il precedente interessante per Ottawa: dimostra che Bruxelles può costruire forme di integrazione molto avanzate anche al di fuori della tradizionale adesione all’Ue e dello Spazio economico europeo.

Il percorso sammarinese, intanto, è arrivato alle battute decisive. Dopo la conclusione dei negoziati nel dicembre 2023, nel luglio scorso il Consiglio dell’Ue ha autorizzato la firma e l’applicazione provvisoria dell’Accordo con San Marino e Andorra. Sul Titano stanno parallelamente procedendo i lavori per adeguare l’ordinamento e recepire l’acquis europeo necessario all’applicazione del nuovo quadro.

Il caso canadese resta comunque profondamente diverso. Ottawa ha già con Bruxelles il Ceta, l’accordo commerciale applicato provvisoriamente dal 2017, e l’idea avanzata da von der Leyen punta a costruire un rapporto ancora più ampio, che potrebbe interessare commercio, tecnologia, intelligenza artificiale, energia, difesa, materie prime critiche e sicurezza economica.

Ma il punto politico e istituzionale è lo stesso: quanto può avvicinarsi un Paese all’Unione europea senza diventarne membro? Fino a pochi anni fa San Marino sembrava rappresentare soprattutto un caso particolare da gestire alle porte dell’Ue. Ora il modello costruito per il Titano e Andorra potrebbe assumere un interesse più ampio.

Paradossalmente, dunque, mentre San Marino guarda a Bruxelles per completare uno dei passaggi internazionali più importanti della propria storia recente, anche una potenza del G7 come il Canada potrebbe guardare all’esperienza sammarinese per capire fino a dove può spingersi una nuova forma di integrazione con l’Europa.

Il modello San Marino guarda fino al Canada: l’Accordo con l’Ue diventa un possibile precedente