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Attualità

Donazione degli organi, svolta a San Marino: sì unanime al registro nazionale

Un registro nazionale nel quale ogni sammarinese possa esprimere, in vita, il proprio sì o il proprio no alla donazione degli organi dopo la morte. Il Consiglio Grande e Generale apre la strada a una nuova regolamentazione della materia, approvando all’unanimità l’Istanza d’Arengo dedicata alla donazione di organi, tessuti e cellule a fini terapeutici.

Il voto dell’Aula, però, rappresenta soltanto il punto di partenza. Per trasformare quella volontà in un sistema realmente operativo, San Marino dovrà collegarsi alle reti specialistiche dei trapianti, stipulare convenzioni con l’Italia e adeguare i sistemi informatici dell’Iss.

A mettere sul tavolo i passaggi necessari è stato il segretario di Stato alla Sanità Massimo Andrea Ugolini. Il sistema dei trapianti richiede infatti una macchina complessa, capace di muoversi in tempi strettissimi, con personale altamente specializzato, disponibilità diagnostica continua e un coordinamento tra donatore e ricevente. Per una realtà delle dimensioni di San Marino, la strada indicata passa quindi necessariamente dalla collaborazione con le strutture esterne.

Un primo tassello è già contenuto anche nel progetto di legge sul fine vita, che prevede la possibilità di inserire nelle Disposizioni anticipate di trattamento la propria volontà sulla destinazione del corpo e degli organi dopo la morte. Per rendere effettiva la donazione, ha precisato Ugolini, saranno però indispensabili specifiche convenzioni bilaterali con la Repubblica Italiana e l’aggiornamento dei sistemi dell’Iss. Il Governo ha quindi espresso parere favorevole all’Istanza, pur mettendo in conto tempi tecnici non brevi per completare tutti gli accordi e gli adeguamenti necessari.

Sul tema il Consiglio si è ritrovato compatto. Emanuele Santi (Rete) ha ricordato come la questione sia rimasta “chiusa nei cassetti per troppo tempo”, chiedendo ora di arrivare a norme certe che permettano ai cittadini di manifestare concretamente la propria volontà.

Anche Silvia Cecchetti (Psd) ha posto l’accento sulla possibilità per i sammarinesi di esprimere in maniera reale e regolamentata il consenso alla donazione, mentre Denise Bronzetti (Ar) ha chiesto di procedere rapidamente con gli adeguamenti e con le convenzioni necessarie con le strutture sanitarie italiane.

Marinella Lorena Chiaruzzi (Pdcs) ha chiarito uno degli aspetti centrali della proposta: l’Istanza non chiede di realizzare un centro trapianti sul Titano, ma di permettere a ogni cittadino di esprimere formalmente la propria volontà, creare un registro nazionale e costruire procedure certe attraverso la cooperazione internazionale.

Da Libera, Giuseppe Maria Morganti ha definito la donazione degli organi “un grandissimo atto d’amore, di altruismo e di generosità”, indicando nell’integrazione con il sistema sanitario italiano la strada da seguire.

Repubblica Futura ha invece insistito soprattutto sul passaggio dalla volontà alla pratica. Maria Katia Savoretti ha ricordato le difficoltà incontrate finora in assenza di accreditamento e accordi bilaterali con le strutture italiane, mentre Antonella Mularoni ha sollecitato un’accelerazione dell’adeguamento normativo e dell’inserimento di San Marino nella rete dei trapianti.

Alla fine nessuna divisione al momento del voto: l’Istanza d’Arengo è stata approvata all’unanimità. Il prossimo passaggio sarà quindi tradurre il via libera politico in procedure operative, costruendo il registro nazionale e soprattutto quella rete di accordi con l’Italia necessaria affinché la volontà espressa dai cittadini possa trovare concreta applicazione.

Donazione degli organi, svolta a San Marino: sì unanime al registro nazionale