A 25 anni dall’11 settembre 2001, negli Stati Uniti il ricordo delle quasi tremila vittime si intreccia con lo scontro tra Donald Trump e Zohran Mamdani. Nel giorno in cui New York torna a fermarsi per commemorare gli attentati alle Torri Gemelle, il clima politico americano resta infatti particolarmente teso.
Sul tavolo c’è anche il futuro del National September 11 Memorial & Museum, realizzato nell’area dove sorgevano le Torri Gemelle. L’amministrazione Trump sta valutando la possibilità che il governo federale assuma il controllo del memoriale, oggi gestito da un ente di beneficenza pubblico presieduto dall’ex sindaco Michael Bloomberg. Una prospettiva che ha alimentato il confronto con Mamdani, sindaco di New York.
Trump partecipa alle commemorazioni al Pentagono, per poi raggiungere New York in serata, mentre il vicepresidente JD Vance è atteso alla cerimonia di Ground Zero. Alle 8.46 ora locale viene osservato il minuto di silenzio che ricorda l’impatto del primo aereo contro la Torre Nord.
L’anniversario arriva inoltre mentre gli Stati Uniti fanno i conti con un clima di crescente violenza politica, dopo una serie di episodi che hanno coinvolto esponenti e figure vicine sia al fronte repubblicano sia a quello democratico.
Il bilancio degli attentati dell’11 settembre resta di 2.977 vittime. Tra loro anche Steven Giorgetti, figlio di emigrati sammarinesi, che quella mattina si trovava al World Trade Center per un incontro di lavoro.
