Kimi Antonelli vale già 50 milioni di euro. E dentro la corsa, sempre più veloce, del fenomeno della Formula 1 c’è anche San Marino. Non soltanto perché il pilota Mercedes ha scelto da tempo il Titano come casa, ma perché proprio nella Repubblica passa anche una parte del business costruito attorno alla sua immagine.
A mettere in fila i numeri è oggi La Gazzetta dello Sport, che insieme a StageUp ha stimato in 50 milioni di euro il valore economico potenziale raggiunto dal ventenne bolognese. Una cifra che, va chiarito subito, non corrisponde a quanto Antonelli incassa ogni anno: rappresenta invece il valore che il pilota potrebbe esprimere oggi mettendo insieme risultati in pista, capacità di attirare pubblico e sponsor, diritti d’immagine e confronto con i grandi nomi della Formula 1.
Ed è proprio entrando nei conti del fenomeno Antonelli che spunta San Marino. La Gazzetta riferisce infatti che nel 2025 la società con sede sul Titano che gestisce l’immagine del pilota ha fatturato 3 milioni di euro. Nello stesso anno, secondo i dati Forbes richiamati dal quotidiano sportivo, Mercedes avrebbe riconosciuto ad Antonelli 4 milioni di ingaggio base e altri 6 milioni di bonus.
Il quotidiano aveva già dedicato nei giorni scorsi un approfondimento proprio al business costruito intorno al giovane campione, mettendo insieme stipendio, marchio e società sammarinese. Dietro alle gare c’è infatti una struttura che segue anche diritti d’immagine, partnership, rapporti commerciali e opportunità legate alla popolarità ormai mondiale del pilota.
Il rapporto con il Titano, però, va ben oltre una semplice sede societaria. Antonelli vive a San Marino e lo ha detto apertamente anche parlando della propria quotidianità. Sky Sport, in un’intervista realizzata proprio nella Repubblica, lo aveva mostrato nella sua casa sammarinese.
C’è poi il legame della famiglia Antonelli con il motorsport sammarinese. La Federazione Auto Motoristica Sammarinese, dopo la prima vittoria in Formula 1 arrivata in Cina, aveva ricordato come il pilota fosse residente nella Repubblica e come sul Titano avesse sede anche l’attività di famiglia nel mondo delle corse, guidata dal padre Marco Antonelli.
A rendere ancora più stretto questo rapporto c’è un altro tassello. Nel settembre 2025 Antonelli è stato scelto dall’Italia come Ambasciatore dello Sport italiano nel mondo per San Marino, nell’ambito dell’iniziativa di diplomazia sportiva promossa dal Ministero degli Affari Esteri italiano. La stessa Segreteria di Stato sammarinese allo Sport aveva sottolineato allora come il riconoscimento rafforzasse il rapporto tra il giovane pilota e la Repubblica.
Ora i numeri raccontano quanto velocemente stia cambiando la dimensione economica del personaggio. Antonelli è alla sua seconda stagione in Formula 1, guida il Mondiale e ha già vinto sette Gran Premi, compreso quello di Monza. Secondo l’analisi della Gazzetta, un eventuale titolo mondiale potrebbe proiettarlo nella fascia economica immediatamente sotto i due giganti del Circus, Max Verstappen e Lewis Hamilton.
Giovanni Palazzi, presidente di StageUp, spiega infatti alla Gazzetta che in Formula 1 esistono sostanzialmente tre livelli di ingaggio: quello dei giovani, quello dei piloti ormai affermati come Leclerc, Norris e Piastri e infine quello dei campioni capaci di mantenere un enorme valore commerciale anche oltre il singolo risultato. Con il titolo 2026 Antonelli potrebbe avvicinarsi proprio all’ultima fascia.
Il punto è che Kimi non corre soltanto forte. A vent’anni intercetta un pubblico giovane, ha un’immagine facilmente spendibile a livello internazionale e porta con sé il peso commerciale del made in Italy. È da questa combinazione che StageUp e Gazzetta arrivano alla valutazione potenziale di 50 milioni.
E mentre il valore del pilota continua a salire, San Marino resta dentro questa storia da una posizione tutt’altro che marginale: è il luogo scelto da Antonelli per vivere, ospita una parte delle attività della famiglia nel motorsport e soprattutto la società che gestisce la sua immagine. Una società che, già nel 2025, quando l’esplosione del fenomeno Kimi era soltanto all’inizio, aveva raggiunto 3 milioni di euro di fatturato.
