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Attualità

Pubblico impiego, firmato l’accordo ponte: aumenti in busta paga. Intesa tra Governo e sindacati: +3% per il 2025 e acconto del 2% per il 2026

Un aumento del 3% per il 2025 e un ulteriore 2% per il 2026, quest’ultimo come acconto in attesa del rinnovo complessivo del contratto. È quanto prevede l’accordo ponte per il pubblico impiego firmato dal Congresso di Stato e dalle organizzazioni sindacali, primo passaggio verso la definizione del nuovo contratto collettivo del Settore Pubblico Allargato.

L’intesa interviene innanzitutto sulla parte economica, con effetti retroattivi. Dal 1° gennaio al 31 dicembre 2025 sarà riconosciuto un incremento del 3% sulla paga base e sugli scatti di anzianità. La misura riguarda i dipendenti pubblici di ruolo e organico, il personale assunto a tempo indeterminato secondo il nuovo regime e quello a tempo determinato.

“L’intesa nasce dalla consapevolezza dell’impatto che il caro-vita e la crescita dell’inflazione stanno avendo sui bilanci delle famiglie” – si legge nel comunicato del Congresso di Stato -. “Governo e organizzazioni sindacali hanno quindi individuato una prima risposta economica, cercando di coniugare la tutela del potere d’acquisto dei lavoratori con le esigenze di equilibrio della finanza pubblica e di contenimento della spesa per il personale”.

L’aumento viene riconosciuto anche al personale ausiliario e di supporto operativo della Pubblica Amministrazione e ai salariati impiegati nell’Azienda Autonoma di Stato per i Lavori Pubblici, nel Comitato Olimpico Nazionale Sammarinese, nell’Ufficio Gestione Risorse Agricole e Ambientali, nell’Azienda Autonoma di Stato per i Servizi Pubblici e nella Pubblica Amministrazione.

Dal 1° gennaio 2026, sempre con effetto retroattivo, scatterà invece un incremento del 2% sulla paga base e sugli scatti di anzianità. Si tratta di un acconto sugli adeguamenti che saranno definiti con il rinnovo del contratto del pubblico impiego e resterà in vigore fino alla sottoscrizione della nuova intesa. Le disposizioni sono estese anche agli appartenenti ai Corpi di Polizia.

“Il raggiungimento dell’equilibrio e il progressivo riordino dei conti pubblici consentono oggi al Governo di mettere in campo misure concrete per sostenere i lavoratori e le loro famiglie, contribuendo a compensare l’aumento del costo della vita che la cittadinanza affronta quotidianamente”, sottolinea ancora il Congresso di Stato.

La firma, però, non chiude la partita sul contratto pubblico. Il confronto riprenderà già a settembre e riguarderà sia gli aspetti economici sia quelli normativi e organizzativi. “Tra gli obiettivi indicati figurano l’innovazione dell’organizzazione del lavoro, la valorizzazione delle competenze professionali e la creazione di nuove prospettive di crescita e di carriera, con un’attenzione particolare ai giovani che scelgono di lavorare nella Pubblica Amministrazione”, riporta il comunicato. Il negoziato procederà parallelamente alla definizione del Terzo Fabbisogno.

Nel percorso viene inserita anche la riorganizzazione della macchina pubblica in vista dell’Accordo di Associazione tra San Marino e l’Unione Europea. “Una Pubblica Amministrazione moderna, efficiente e capace di valorizzare le proprie professionalità sarà infatti fondamentale per affrontare i nuovi adempimenti, cogliere le opportunità derivanti dall’integrazione europea e accompagnare il Paese nei prossimi cambiamenti”, afferma il Governo.

Per il Congresso di Stato hanno firmato l’accordo i Segretari di Stato Andrea Belluzzi, Marco Gatti, Teodoro Lonfernini, Massimo Andrea Ugolini, Alessandro Bevitori e Matteo Ciacci. Per le organizzazioni sindacali hanno sottoscritto l’intesa Francesca Busignani, segretario generale USL, Enzo Merlini, segretario generale CSdL, e Milena Frulli, segretario generale CDLS, insieme ad Antonio Bacciocchi della FUPI-CSdL, Daniele Gatti della FPI-CDLS e Simona Mazza della FPI-USL.

Ora manca un ultimo passaggio istituzionale: l’accordo dovrà essere sottoposto alla ratifica del Consiglio Grande e Generale. Dopodiché il confronto tornerà sul rinnovo complessivo, con l’obiettivo dichiarato di arrivare a un contratto di durata triennale o quadriennale, con scadenza nel 2027 o nel 2028.