«Gaza è tritata». È l’immagine usata da padre Gabriel Romanelli, parroco della Sacra Famiglia di Gaza City, intervenuto in collegamento al Meeting di Rimini durante l’incontro “Amare la Terra Santa”.
Romanelli ha paragonato la situazione nella Striscia alle conseguenze dello tsunami del 2004, con una differenza: «È come se, dopo quello tsunami, nessuno andasse in aiuto della popolazione». E ha aggiunto che l’emergenza continua a peggiorare perché ogni ritardo negli aiuti rende più grave una situazione già drammatica.
Secondo i dati riportati dal sacerdote, nella Striscia vivono circa 2,3 milioni di persone che «hanno bisogno assolutamente di tutto». La comunità cristiana, cattolica e ortodossa, si è ridotta a 541 persone, contro le oltre mille presenti prima del 7 ottobre 2023. Romanelli ha ricordato anche i cristiani morti durante la guerra, alcuni direttamente nelle operazioni militari e altri per la mancanza di cure.
Tra i problemi più urgenti c’è quello dell’acqua. La cisterna della parrocchia continua a rifornire oltre 400 famiglie del quartiere, in gran parte musulmane, ma per far funzionare le pompe serve energia. Dei tre generatori disponibili prima della guerra ne è rimasto operativo soltanto uno, mentre il diesel ha raggiunto costi elevatissimi.
La parrocchia ospita inoltre rifugiati e gestisce una scuola che, a settembre, dovrebbe passare dai 270 alunni precedenti alla guerra a circa mille studenti, dopo la distruzione o la chiusura di altri istituti cattolici della Striscia.
Romanelli ha spiegato anche la decisione di restare a Gaza nonostante i pericoli e gli ordini di evacuazione. «Non siamo degli eroi», ha detto, precisando che la scelta non ha motivazioni politiche: «Il pastore deve essere con il suo gregge».
All’incontro ha partecipato anche fra Francesco Ielpo, custode di Terra Santa, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di sostenere concretamente le comunità cristiane e garantire loro condizioni per poter continuare a vivere e lavorare nei territori.
Da Gaza Romanelli ha infine ribadito il suo appello: «La pace è possibile e la giusta pace è necessaria», chiedendo di fermare la spirale di violenza e le vittime innocenti da entrambe le parti.
