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Attualità

Festa dell’Amicizia, la sanità al centro della seconda serata: «Difendere il modello pubblico e universalistico»

Il futuro dell’ospedale, la tenuta del modello universalistico, le liste d’attesa, la medicina sul territorio e la possibilità di sviluppare la libera professione all’interno dell’ISS. Sono stati questi i principali temi del confronto sulla sanità che ha caratterizzato la seconda serata della 53ª Festa dell’Amicizia del PDCS, andata in scena sabato 22 agosto a Serravalle. Una serata che, secondo gli organizzatori, ha registrato una forte partecipazione tra Piazza Bertoldi, il Parco Dante Alighieri e la Terrazza Ex-Ritrovo.

Proprio sulla Terrazza si è tenuto l’incontro “Una sanità più forte per una comunità più sicura”, moderato dal giornalista David Oddone. Al tavolo il Segretario di Stato per la Sanità Massimo Andrea Ugolini, il capogruppo PDCS Manuel Ciavatta, Denise Bronzetti di AR, Fabio Righi di Domani Motus Liberi, Gian Matteo Zeppa di RETE e i segretari generali di CDLS e CsDL, Milena Frulli ed Enzo Merlini.

Al centro dell’intervento di Ugolini la difesa del sistema sammarinese. “Nato per garantire a tutti l’accesso alle cure e che – ha ricordato – non può essere valutato con una logica esclusivamente di bilancio. L’aumento della spesa sanitaria, legato anche all’invecchiamento della popolazione e alla crescita dei bisogni, va quindi considerato come un investimento sulla comunità”, si legge nel comunicato. Tra le prospettive indicate dal Segretario anche la Farmacia Internazionale, l’accreditamento dei servizi e lo scambio di prestazioni con le regioni italiane.

Sul futuro dell’ospedale, la strada indicata è quella di un “doppio binario”: intervenire nell’immediato sulla struttura esistente e contemporaneamente programmare quella nuova. “L’attuale edificio – ha spiegato – risale agli anni Settanta e presenta criticità strutturali e sismiche che rendono non più rinviabile una prospettiva di lungo periodo”. Il Piano sociosanitario 2027-2029 dovrà definire servizi e sviluppo del sistema, mentre una nuova struttura, nelle intenzioni illustrate, dovrebbe consentire l’utilizzo di tecnologie più moderne, favorire gli accreditamenti e aumentare la capacità di attrarre professionisti.

Ugolini ha insistito inoltre sulla medicina territoriale, indicando tra le priorità l’assistenza domiciliare integrata e un maggiore coordinamento tra infermieri, Oss, assistenti sociali, medici di base e ospedale. Sul tavolo anche le liste d’attesa e la libera professione. “Quando strutture e tecnologie dell’ISS possono essere utilizzate meglio – ha osservato – occorre valutare soluzioni che trattengano a San Marino prestazioni e risorse oggi indirizzate verso il privato fuori territorio”.

Sulla stessa linea, per quanto riguarda la difesa dell’universalità del sistema, Manuel Ciavatta. “Il modello da preservare – ha affermato – è quello di una sanità pubblica, gratuita e universalistica che garantisca a San Marino il maggior numero possibile di servizi, ricorrendo all’esterno per le prestazioni altamente specialistiche. Le risorse destinate alla sanità sono quindi necessarie, ma possono essere affiancate da nuove entrate attraverso accreditamenti, scambio di servizi e libera professione all’interno dell’ospedale”.

Per Ciavatta, progettazione del futuro ospedale e potenziamento di quello esistente possono procedere insieme. “La finanza di progetto – ha precisato – è uno strumento aggiuntivo e non una decisione già presa sul modello di ospedale. L’obiettivo deve essere costruire una scelta condivisa e stabile nel tempo, evitando che ogni cambio politico rimetta in discussione gli investimenti strategici, e intervenendo nel frattempo sulle criticità concrete, comprese le liste d’attesa e i servizi che possono essere rafforzati già oggi”.

Denise Bronzetti ha invece richiamato la necessità di partire dal nuovo Piano sociosanitario, definendo prima quale sanità costruire e adeguando successivamente organizzazione e personale. “Il principio dell’universalità va salvaguardato ma modernizzato, con particolare attenzione alla carenza di professionisti, alla libera professione, alla medicina territoriale e a un rapporto più diretto tra medico e cittadino, soprattutto in una società caratterizzata da un progressivo invecchiamento”. Sul nuovo ospedale, Bronzetti ha legato dimensioni e caratteristiche della futura struttura ai servizi che saranno individuati nel Piano.

Anche Fabio Righi ha condiviso la necessità di lavorare sia sull’ospedale attuale sia sulla programmazione del futuro, chiedendo però che “il confronto politico sul modello sanitario preceda le decisioni definitive sulla nuova struttura”. Per Righi il presidio deve rimanere pubblico e gratuito per i sammarinesi, pur potendo sviluppare al proprio interno attività di libera professione. “Servono procedure più semplici – ha concluso – per le prestazioni a pagamento, un controllo di gestione più rigoroso e una maggiore valorizzazione di professionalità e dirigenze sammarinesi”.

Il “doppio binario” è stato condiviso anche dalla segretaria generale della CDLS Milena Frulli. “Una struttura moderna – ha osservato – potrebbe anche aumentare l’attrattività di San Marino per pazienti esterni e per eventuali attività a pagamento, ma deve nascere da un progetto sanitario chiaro e non precederlo”. Frulli ha posto l’accento anche sull’assistenza territoriale e sulla possibilità di consentire agli anziani, quando le condizioni lo permettono, di rimanere nelle proprie abitazioni.

Dal segretario generale della CsDL Enzo Merlini è arrivata invece la richiesta di un maggiore coinvolgimento delle parti sociali nelle scelte. Tra le questioni sollevate, la riduzione delle visite domiciliari, l’aumento del ricorso alla sanità privata e la necessità di programmare per tempo l’assistenza agli anziani. “Sulla libera professione – ha concluso – nessuno è contrario ma serve particolare cautela affinché non si creino corsie più rapide a pagamento per gli stessi assistiti ISS”.
A chiudere il quadro degli interventi Gian Matteo Zeppa, che ha ribadito la difesa dell’universalità e della gratuità dell’ISS e posto l’attenzione sulle difficoltà nell’attrarre professionisti. Zeppa ha chiesto inoltre che “il confronto esca dai soli organismi politici e coinvolga maggiormente le parti sociali e le competenze esterne”. Il consigliere di RETE ha richiamato anche il problema delle liste d’attesa, chiedendo un’analisi delle cause prima di decidere quali servizi mantenere o potenziare. “La nuova struttura ospedaliera – ha concluso – deve essere conseguenza di una visione sanitaria e non il punto di partenza”.

La 53ª Festa dell’Amicizia si conclude domenica 23 agosto. Alle 20.30 in Piazza Bertoldi è prevista la sintesi politica del segretario del PDCS Gian Carlo Venturini. A seguire spazio alla Rimini Dance Company e all’orchestra Omar Codazzi, mentre al Parco Dante Alighieri proseguirà il Live Festival. La chiusura della serata sarà accompagnata anche dall’estrazione della Lotteria dell’Amicizia 2026, con un primo premio da 3.500 euro.