Un benvenuto nella «Terra di pace e di antica Libertà», ma soprattutto un discorso rivolto alle grandi questioni del presente, dalle guerre alle crisi umanitarie, fino alle trasformazioni tecnologiche e alla necessità di rimettere la persona al centro delle scelte pubbliche. È il messaggio consegnato dalla Reggenza a Papa Leone XIV in occasione della storica visita del Pontefice nella Repubblica di San Marino.
Nel saluto a Palazzo Pubblico, i Capitani Reggenti hanno ricordato innanzitutto il legame tra San Marino e la Santa Sede, proprio nell’anno in cui ricorre il centesimo anniversario delle relazioni ufficiali. Un secolo di rapporti costruiti sul dialogo e sul rispetto reciproco, condividendo principi come «la dignità della persona, la pace, la solidarietà e la libertà».
Un rapporto scandito anche dalle precedenti visite pontificie sul Titano: quella di San Giovanni Paolo II del 29 agosto 1982, primo Papa a varcare i confini sammarinesi, e quella di Benedetto XVI del 19 giugno 2011. La presenza di Leone XIV, ha sottolineato la Reggenza, apre ora una nuova pagina di questa storia.
Il richiamo alle guerre e all’accoglienza
Ampio spazio è stato dedicato alla situazione internazionale. La Reggenza ha ricordato un mondo nel quale, mentre cresce la domanda di pace, continuano guerre, crisi umanitarie, migrazioni forzate e disuguaglianze. «Nessun progresso può dirsi compiuto, se non è capace di custodire la dignità di ogni persona», è stato sottolineato nel discorso.
Da qui il richiamo alla tradizione sammarinese dell’accoglienza. I Capitani Reggenti hanno ricordato il sostegno offerto a centinaia di profughi ucraini dall’inizio della guerra e l’impegno per favorire l’arrivo sul Titano di famiglie palestinesi in cerca di rifugio e assistenza. Una vocazione che affonda le radici nella storia della Repubblica e nell’accoglienza garantita a oltre 100mila rifugiati durante la Seconda guerra mondiale.
Il passaggio è diventato anche una denuncia delle conseguenze delle crisi umanitarie: la mancanza di cibo, acqua, medicine e riparo viene definita dalla Reggenza una condizione «moralmente inaccettabile e ingiustificabile», accompagnata dall’omaggio a quanti operano sul campo per assistere le popolazioni colpite.
«Troppo spesso prevale la forza sul diritto»
Nel discorso non è mancato un appello diretto alla politica e alle istituzioni. Di fronte alle crisi globali, secondo la Reggenza, governi e istituzioni devono recuperare «il coraggio della responsabilità e la forza delle scelte condivise», in una fase nella quale troppo spesso prevalgono «la forza sul diritto, la contrapposizione sul dialogo, l’interesse particolare sul bene comune».
Un ragionamento esteso anche alle nuove tecnologie. Il loro rapido sviluppo può aprire possibilità straordinarie, ma deve rimanere al servizio dell’uomo e non trasformarsi in un ulteriore elemento di divisione. Richiamando l’enciclica Magnifica Humanitas di Leone XIV, la Reggenza ha sottolineato come il vero progresso debba essere misurato anche attraverso la capacità di difendere dignità, libertà di coscienza, responsabilità, solidarietà e bene comune.
La Libertas come responsabilità
È qui che il discorso è tornato alle radici più profonde della Repubblica. Per San Marino, hanno ricordato i Capitani Reggenti, la libertà non può essere considerata semplicemente un privilegio o un’affermazione di sé, ma una responsabilità verso gli altri e verso le generazioni future.
«La libertà acquista il suo significato più alto quando si fa rispetto, accoglienza e cura dell’altro; quando non innalza muri, ma costruisce ponti», ha affermato la Reggenza, collegando così l’antica Libertas sammarinese alle sfide contemporanee.
Da qui anche l’impegno per una società capace di sostenere i giovani, valorizzare la famiglia, proteggere anziani e persone con disabilità e porre la dignità individuale al centro dell’azione pubblica. Per la Reggenza, infatti, l’autorevolezza di uno Stato non dipende dalle sue dimensioni territoriali, ma dalla fedeltà ai principi sui quali fonda la propria azione.
San Marino al fianco della Santa Sede per la pace
Nella parte conclusiva è stata ribadita la sintonia tra San Marino e Santa Sede sui grandi temi internazionali: pace, diritti umani, Stato di diritto, multilateralismo, tutela delle popolazioni civili e soluzione pacifica delle controversie. Tra i terreni comuni anche la battaglia per l’abolizione universale della pena di morte.
La Reggenza ha quindi condensato il messaggio della giornata in alcuni principi: la libertà trova il suo significato nella responsabilità, la pace nasce dal dialogo, il progresso è autentico soltanto quando mette al centro la persona e una società si misura dalla capacità di non lasciare indietro nessuno.
Infine l’impegno rivolto direttamente a Leone XIV: «La Repubblica di San Marino sarà sempre al fianco della Santa Sede» negli sforzi per favorire i processi di pace, sostenere il dialogo e costruire condizioni durature di giustizia e convivenza.
