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Violenze sul lavoro, USL incalza la politica: «Che fine ha fatto la procedura d’urgenza?»

USL torna a chiedere l’approvazione urgente della legge sulla prevenzione e il contrasto della violenza e delle molestie nei luoghi di lavoro. Il sindacato interviene dopo che il progetto, pur essendo comparso all’ordine del giorno di due sessioni del Consiglio Grande e Generale, non è ancora arrivato alla discussione.

«In questi giorni dal clima giustamente vacanziero preme a USL fare in modo che la grave problematica delle violenze nei luoghi di lavoro, che purtroppo non va in vacanza, non scompaia dai radar della politica», sottolinea l’Unione Sammarinese Lavoratori.

Il progetto di legge era stato presentato a maggio, dopo oltre un anno di lavoro del tavolo tecnico tra Governo, sindacati e parti datoriali, coordinato dalla Segreteria di Stato per il Lavoro. Due i punti centrali individuati: le dimissioni per giusta causa in presenza di episodi avvenuti sul posto di lavoro e i congedi retribuiti per le vittime di violenza.

USL richiama anche le testimonianze raccolte attraverso il proprio Osservatorio sulla VeM, che, secondo il sindacato, mostrano la necessità di strumenti capaci di offrire «un corridoio di uscita a coloro che sul posto di lavoro si trovano in pericolo».

Da qui l’appello alla politica. «In sede di conferenza stampa si era parlato di dare massima priorità al PdL e anche di procedura d’urgenza. I fatti purtroppo stanno contraddicendo quelle dichiarazioni», afferma USL, ricordando che il testo è già comparso nell’ordine del giorno di due sessioni consiliari senza essere affrontato.

Il sindacato chiede quindi, come già fatto per il progetto di legge sulla famiglia, di accelerare l’iter e arrivare all’approvazione della norma, «fortemente voluta dal Segretario Bevitori», ritenuta uno strumento utile per rendere gli ambienti di lavoro più sicuri e tutelare concretamente chi subisce violenze e molestie.