La maxi sala da ballo voluta da Donald Trump alla Casa Bianca arriva fino alla Corte Suprema. L’amministrazione americana ha impugnato la decisione della Corte d’Appello del District of Columbia che aveva imposto lo stop immediato ai lavori. Entro martedì la controparte dovrà rispondere, come stabilito dal presidente della Corte Suprema John Roberts.
Al centro dello scontro c’è un progetto imponente: quasi 8.400 metri quadrati e un investimento da 400 milioni di dollari. Secondo la Corte d’Appello, il presidente non avrebbe il potere di realizzare autonomamente un intervento di queste dimensioni senza l’approvazione del Congresso.
La Casa Bianca chiede invece che il cantiere possa andare avanti mentre prosegue la battaglia giudiziaria, sostenendo anche che l’opera sarebbe ormai completata al 65%.
Tra gli argomenti portati dall’amministrazione c’è inoltre la presenza nel progetto di un grande bunker sotterraneo, ritenuto necessario per ragioni di sicurezza nazionale anche alla luce delle minacce provenienti dall’Iran.
Resta aperto anche il nodo dei finanziamenti. L’amministrazione sostiene che il progetto sia sotto il budget grazie a ingenti donazioni private. I democratici contestano questa ricostruzione e collegano invece le risorse ai tagli fiscali contenuti nella legge di bilancio proposta da Trump.
Ora sarà la Corte Suprema a entrare nella battaglia sulla mega sala da ballo, decidendo innanzitutto se consentire al cantiere di proseguire in attesa della definizione del contenzioso.
