L’Iva a San Marino non arriverà durante questa legislatura. A ribadirlo è stato il segretario di Stato alle Finanze Marco Gatti, riaprendo il confronto su una riforma delle imposte indirette discussa ormai da anni e sollecitata anche dal mondo economico.
“Per quanto riguarda l’IVA, l’ho detto in tutte le sedi possibili: in questa legislatura non faremo la riforma dell’IVA. Stiamo però lavorando allo studio degli impatti, perché si tratta di una riforma sostanziale che favorisce alcuni settori, ma può creare difficoltà ad altri”, ha spiegato Gatti.
Sulla questione interviene, con un editoriale pubblicato sui social, il direttore di Fixing Daniele Bartolucci, che mette l’accento proprio sui tempi della riforma. Nel suo intervento ricorda gli appelli dell’Anis e richiama le indicazioni contenute nelle analisi internazionali dedicate a San Marino, dal Fondo monetario internazionale alla Banca Mondiale e all’Unione Europea.
Secondo Bartolucci, il nuovo rinvio aumenta il ritardo accumulato sulla revisione delle imposte indirette, già pianificata insieme alla riforma dell’Igr circa 13-14 anni fa, mantenendo il sistema economico sammarinese distante da quello dei Paesi circostanti.
Il direttore di Fixing evidenzia soprattutto la distanza tra le dichiarazioni attuali e quanto indicato nel programma di governo presentato all’inizio della legislatura. Nel documento del 2024 si leggeva infatti: “Sul fronte delle imposte indirette, sarà necessario addivenire all’introduzione di un sistema di imposizione sul valore aggiunto (IVA), che tenga conto delle peculiarità del sistema economico sammarinese”.
Da qui la critica sui tempi: “Se era necessario nel 2024, oggi lo è ancora di più. Serve alle imprese, serve allo Stato. Serve ora, non – forse – tra due anni”, conclude Bartolucci.
Il tema resta dunque aperto: il governo continua a studiare gli effetti dell’introduzione dell’Iva, ma esclude che il passaggio possa concretizzarsi entro la fine della legislatura.
