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Attualità

Contratto Pa, i sindacati contro il Governo: “Serve rispetto dei lavoratori”

Metodo, tempi e coinvolgimento delle rappresentanze sindacali. Le Federazioni del Pubblico Impiego e dei Servizi di CSdL, CDLS e USL intervengono sulla trattativa per il rinnovo del contratto dei dipendenti del Settore Pubblico Allargato e dei salariati AASLP, esprimendo “forte disappunto” per le modalità con cui il Governo ha presentato pubblicamente la proposta sugli aumenti economici durante la conferenza stampa del Congresso di Stato del 7 agosto.

Non è accettabile predisporre e presentare una bozza formulata in termini tali da far apparire come sostanzialmente condivisi contenuti che, al contrario, devono ancora essere esaminati, discussi e approvati dalle Organizzazioni Sindacali e, attraverso di esse, dai lavoratori interessati” – affermano le Federazioni in una nota congiunta.

Al centro della contestazione c’è quindi innanzitutto il metodo seguito dall’Esecutivo. Per CSdL, CDLS e USL, quanto illustrato dal Governo deve essere considerato esclusivamente come una proposta ancora da discutere nell’ambito della trattativa.

Una proposta del Governo è e rimane una proposta di parte. Non può essere rappresentata pubblicamente come un’intesa già definita né può essere dato per scontato il consenso delle Organizzazioni Sindacali. Quando si predispone un documento destinato a diventare un accordo, i suoi contenuti e la sua formulazione devono essere costruiti attraverso un confronto preventivo, effettivo e rispettoso tra tutte le parti” – prosegue il comunicato.

Le organizzazioni sindacali contestano inoltre l’assenza, tra gli eventuali firmatari riportati nella bozza, dei Segretari Generali e dei Segretari delle Federazioni dei Servizi di CSdL, CDLS e USL, rappresentanti dei salariati dell’AASLP.

Non si tratta di una mera omissione formale, ma di una mancanza di rispetto istituzionale e sindacale, prima di tutto nei confronti degli stessi lavoratori salariati, che hanno pieno diritto a essere rappresentati dalle proprie Federazioni al pari di tutti gli altri dipendenti interessati“, sostengono le sigle.

Il confronto entra poi nel merito degli aumenti economici. Secondo i sindacati, il riconoscimento del 3% per il 2025 non rappresenta una nuova iniziativa dell’Esecutivo, ma corrisponde a una richiesta avanzata unitariamente dalle organizzazioni dei lavoratori.

Nel merito, il riconoscimento del 3% per il 2025 corrisponde a una precisa richiesta avanzata unitariamente dalle Organizzazioni Sindacali. Non può quindi essere presentato come una concessione unilaterale o come il risultato di un’improvvisa iniziativa governativa“, precisano CSdL, CDLS e USL.

Diversa la posizione sull’anticipo dell’1,5% per il 2026, sul quale le Federazioni ritengono necessario conoscere prima il quadro economico complessivo proposto dal Governo.

Tale percentuale potrà essere valutata soltanto conoscendo la proposta economica complessiva del Governo per l’intero 2026 e per l’anno successivo. Un anticipo, infatti, non può essere considerato adeguato in astratto, ma deve essere rapportato all’aumento definitivo, alla durata complessiva del contratto e alla necessità di recuperare il potere d’acquisto perduto dai lavoratori” – spiegano.

Altro punto di scontro riguarda i tempi della trattativa. I sindacati respingono la definizione di “accelerazione” utilizzata dal Governo, ricordando che il precedente contratto è scaduto il 31 dicembre 2024.

Alla data della conferenza stampa erano quindi trascorsi oltre un anno e sette mesi dalla sua scadenza. Nel frattempo, le Organizzazioni Sindacali hanno ripetutamente sollecitato l’apertura e la prosecuzione della trattativa, chiedendo anche un calendario puntuale e preciso degli incontri“, sottolinea la nota.

Calendario che, secondo le Federazioni, non sarebbe ancora stato fornito, mentre gli incontri avvenuti finora vengono definiti “occasionali e distanziati nel tempo”.

Le tre organizzazioni ribadiscono comunque la volontà di arrivare rapidamente al rinnovo. “CSdL, CDLS e USL ribadiscono con chiarezza che il Contratto deve essere rinnovato al più presto e che, anzi, avrebbe dovuto esserlo già da tempo. La rapidità, tuttavia, non può essere confusa con decisioni unilaterali o con la presentazione pubblica di testi non ancora condivisi“.

Da qui la richiesta di riaprire il tavolo seguendo un percorso definito. “Per arrivare a un accordo serio servono un metodo corretto, un confronto preventivo, il rispetto delle rappresentanze sindacali e, soprattutto, il rispetto dei lavoratori” – affermano le Federazioni, aggiungendo che “non si può accumulare un ritardo di oltre un anno e sette mesi e poi presentare come un’accelerazione ciò che costituisce soltanto l’avvio tardivo di un percorso più volte richiesto dalle Organizzazioni Sindacali”.

Le Federazioni fanno sapere di avere chiesto nuovamente, attraverso una lettera congiunta, la ripresa della trattativa, che dovrà svilupparsi “su basi chiare, con un calendario definito e con il pieno coinvolgimento di tutte le rappresentanze interessate”.

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