La Repubblica di San Marino dichiara lo stato di emergenza idrica. La decisione è stata presa a fronte della prolungata siccità, delle alte temperature e delle limitazioni ai prelievi dal fiume Marecchia, con l’obiettivo di garantire la continuità dell’approvvigionamento di acqua potabile. L’Ordinanza n. 1/2026, che entrerà in vigore lunedì 10 agosto, introduce una serie di divieti, sanzioni amministrative e una maggiorazione tariffaria per i consumi domestici più elevati.
“Le scarse precipitazioni registrate negli ultimi mesi, unite alle elevate temperature che hanno caratterizzato le ultime settimane, hanno determinato una significativa riduzione della disponibilità delle risorse idriche e un contestuale aumento dei consumi di acqua potabile”, si legge nel comunicato diffuso dall’Azienda Autonoma di Stato per i Servizi Pubblici (AASS).
Alla situazione si aggiungono “le limitazioni ai prelievi dal fiume Marecchia disposte dall’Agenzia Regionale per la Prevenzione, l’Ambiente e l’Energia dell’Emilia-Romagna (ARPAE), rendendo necessario adottare ulteriori misure di tutela della risorsa idrica.”
Per questo motivo è stata emanata l’ordinanza “con la quale è stato dichiarato lo stato di emergenza idrica, al fine di garantire la continuità del servizio di approvvigionamento idropotabile e tutelare il diritto all’acqua destinata al consumo umano, il cui utilizzo riveste carattere prioritario rispetto a ogni altro impiego della risorsa.”
I divieti in vigore dal 10 agosto
Durante il periodo di emergenza sarà vietato:
- innaffiare prati, orti e giardini;
- lavare piazzali, cortili, scale e strade private;
- riempire piscine;
- riversare acqua in cisterne e pozzi;
- lavare veicoli, ad eccezione del lavaggio effettuato presso stazioni di servizio dotate di impianti automatici.
L’AASS ricorda inoltre che “il superamento dell’attuale situazione di emergenza idrica dipende anche dalla collaborazione responsabile di ciascun cittadino” e sottolinea di aver già avviato “una specifica campagna di comunicazione e sensibilizzazione sul risparmio idrico, che sarà ulteriormente rafforzata durante il periodo di emergenza.”
Le sanzioni previste
L’ordinanza introduce anche un sistema di sanzioni amministrative.
Per le utenze domestiche sono previste multe di:
- 150 euro alla prima infrazione;
- 500 euro alla seconda;
- 1.000 euro per ogni violazione successiva.
Per i grandi consumatori domestici e per le utenze a uso diverso, le sanzioni salgono a:
- 500 euro alla prima infrazione;
- 1.000 euro alla seconda;
- 2.000 euro per ogni infrazione successiva.
Oltre alle sanzioni, “durante il periodo di emergenza sarà inoltre applicata una maggiorazione tariffaria di 20 euro per ogni metro cubo eccedente i 30 m³ mensili per le utenze domestiche, secondo quanto previsto dalla normativa vigente.”
L’appello dell’AASS
Nel comunicato interviene anche il direttore generale dell’AASS, Marcello Forcellini.
“L’A.A.S.S. sta monitorando costantemente l’evoluzione della situazione e continuerà a mettere in campo ogni azione utile a garantire la continuità del servizio”, afferma Forcellini. “La collaborazione dei cittadini rappresenta oggi lo strumento più efficace per affrontare questa fase. Ridurre anche di poco i consumi non essenziali significa contribuire concretamente a preservare una risorsa fondamentale per l’intera comunità.”
L’Azienda rinnova infine l’invito alla popolazione “a adottare comportamenti improntati al massimo risparmio idrico, limitando l’utilizzo dell’acqua ai soli usi essenziali e rinviando ogni consumo non indispensabile fino al termine dello stato di emergenza.”
