Si amplia il fronte della crisi in Medio Oriente. Gli Houthi, movimento yemenita alleato dell’Iran, hanno annunciato un blocco navale contro l’Arabia Saudita, dichiarando un embargo marittimo con effetto immediato. La decisione arriva mentre proseguono i raid statunitensi contro l’Iran ed è stata presentata come risposta alle azioni di Riad nei confronti dello Yemen.
Al centro della minaccia c’è Bab el-Mandeb, il passaggio che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden e rappresenta uno dei principali corridoi marittimi per il traffico petrolifero mondiale. Un’eventuale chiusura dello stretto potrebbe mettere a rischio circa il 7% dell’offerta globale di petrolio, aggravando gli effetti delle tensioni già in corso nello Stretto di Hormuz, altro snodo strategico per le esportazioni energetiche del Golfo.
Le preoccupazioni si sono riflesse anche sui mercati, con il Brent che ha superato temporaneamente i 90 dollari al barile prima di ridimensionarsi dopo le indiscrezioni sull’avvio di nuovi contatti diplomatici.
Sul piano politico emergono infatti segnali di possibile de-escalation. Secondo quanto riferito da Reuters, i mediatori avrebbero presentato a Teheran una proposta per un cessate il fuoco di dieci giorni tra Iran e Stati Uniti, con l’obiettivo di rilanciare il dialogo e preservare il fragile percorso negoziale avviato nelle scorse settimane. Anche il Pakistan si starebbe muovendo sul fronte della mediazione, nel tentativo di favorire una riduzione delle ostilità.





