La legge dei dieci anni comincia a presentare il conto: nel 2029 sarà Teodoro Lonfernini il primo big democristiano che la norma costringe a lasciare il governo — e proprio mentre la legge impone il ricambio, il partito la reinterpreta pur di portare Venturini alla Sanità

da | 6 Lug 2026

C’è una legge, a San Marino, che nessuno in maggioranza ha voglia di nominare in questi giorni. Dice una cosa semplice: nessuno può restare Segretario di Stato per più di dieci anni complessivi, contati dalla prima nomina. Chi li raggiunge finisce il mandato in corso, ma poi si ferma: per tornare devono passarne altri dieci. È una norma con un solo scopo, il ricambio.


E quella legge, adesso, presenta il conto al più anziano dei suoi. Teodoro Lonfernini, il membro di governo con maggiore anzianità di servizio, tre mandati alle spalle, lo ha detto lui stesso: questa potrebbe essere la sua ultima legislatura da congressista. Non è una previsione, è aritmetica scritta nella legge.
Dietro di lui, la fila.

Luca Beccari agli Esteri e Marco Gatti alle Finanze, in governo dal 2020, non sono ancora al tetto: potranno fare un altro giro. Ma il loro cronometro è partito, e rapidamente la stessa norma raggiungerà anche loro. La generazione che governa da un decennio ha un orizzonte scritto per legge.

Qui sta il paradosso di queste settimane. Nel momento esatto in cui la legge si prepara a spostare i veterani, il partito fa l’opposto: reinterpreta quello stesso articolo pur di riportare al governo Gian Carlo Venturini — quarant’anni di carriera, cumulativo ben oltre i dieci anni — sostenendo che i suoi anni andrebbero contati solo dal 2005, o dal 2011. Si piega la regola del ricambio proprio quando dovrebbe applicarsi.

Ed è per questo che una voce come quella del consigliere Lorenzo Bugli — già Capitano Reggente, non un ultimo arrivato — pesa più di quanto sembri. Non è una ribellione. È buon senso: un partito che rispetta le proprie regole non ha bisogno di forzature, perché — parole sue — le figure idonee sa trovarle. Anche in una generazione nuova.

Il ricambio arriverà comunque: lo garantisce la legge, non la buona volontà di qualcuno. Lonfernini adesso, gli altri poco più avanti. L’unica scelta che resta al PDCS è come arrivarci: se prepararlo, o se sprecare energie a rimandarlo a colpi di interpretazioni.

Sempre che, quel futuro, sappia tenersi stretto l’elettorato che oggi lo sostiene.

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