Iran e Oman stanno lavorando a un piano per introdurre tariffe sul transito delle navi nello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più strategici al mondo. Secondo indiscrezioni riportate dal New York Times, il progetto potrebbe generare fino a 40 miliardi di dollari l’anno, modificando gli equilibri geopolitici della regione.
I due Paesi condividono l’obiettivo, ma con impostazioni diverse. L’Oman propone contributi destinati a finanziare la sicurezza della navigazione, la tutela ambientale e la gestione delle emergenze, mentre l’Iran punta a rendere i pagamenti obbligatori, trasformandoli in una nuova fonte di entrate. Il ministro degli Esteri omanita, Badr al-Busaidi, ha spiegato che le risorse servirebbero a rafforzare i servizi legati alla sicurezza e alla protezione delle acque.
Per sostenere l’iniziativa, Mascate richiama il modello dello Stretto di Malacca, dove gli armatori contribuiscono ai costi per la sicurezza della navigazione. L’eventuale introduzione di pedaggi a Hormuz rappresenterebbe però una novità destinata ad avere ripercussioni sul commercio internazionale e sui rapporti con Washington.





