Nuovo botta e risposta tra Stati Uniti e Iran sul negoziato in corso. Dopo l’annuncio del presidente Donald Trump, secondo cui Teheran avrebbe chiesto un incontro a Doha, è arrivata la secca smentita del ministero degli Esteri iraniano. “Non abbiamo programmato alcun incontro con la parte americana a nessun livello nei prossimi giorni”, ha dichiarato il portavoce Esmaeil Baghaei, precisando che nella capitale del Qatar potrebbero svolgersi soltanto colloqui tecnici con le autorità qatariote per discutere dell’attuazione del memorandum, compreso il dossier sui fondi iraniani congelati.
A Doha, intanto, sono arrivati gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner, ma anche il Qatar ha confermato che non sono previsti faccia a faccia con funzionari iraniani. I due avranno invece incontri con i mediatori qatarioti per fare il punto sui negoziati. Tra i temi più delicati resta quello dei 6 miliardi di dollari che Washington si era impegnata a sbloccare: secondo Doha il trasferimento non è ancora stato effettuato. Il Qatar custodisce complessivamente circa 12 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati.
Sul fronte economico, il clima di relativa distensione continua a pesare sulle quotazioni del greggio. Il Brent è risalito leggermente a 72,93 dollari al barile e il WTI a 70,79 dollari, ma entrambi restano circa il 20% sotto i livelli registrati a fine maggio, prima dell’escalation militare. Secondo gli analisti di ING, i mercati stanno già trattando il cessate il fuoco come se fosse definitivo, mentre il rischio di nuove tensioni resta elevato e un accordo permanente sul nucleare entro i prossimi 60 giorni appare ancora molto difficile. Sullo sfondo restano le divergenze sull’applicazione del memorandum firmato il 17 giugno e le tensioni nello Stretto di Hormuz, teatro degli scontri militari della scorsa settimana.





