Iran-Usa, Vance protagonista dell’intesa: il vicepresidente si gioca una carta per il 2028

da | 16 Giu 2026

L’accordo preliminare tra Stati Uniti e Iran offre a JD Vance una delle più importanti occasioni politiche del suo mandato da vicepresidente. Sarà infatti lui a rappresentare Washington alla cerimonia di firma prevista in Svizzera, assumendo un ruolo centrale in un’intesa che l’amministrazione Trump considera storica.

Vance è stato tra le figure più prudenti dell’amministrazione sul fronte iraniano e si è spesso mostrato scettico rispetto a un coinvolgimento militare diretto. Proprio per questo il successo dell’accordo potrebbe rafforzarne l’immagine di leader capace di favorire una soluzione diplomatica a una crisi internazionale particolarmente delicata.

A sostegno del vicepresidente è intervenuto anche il senatore Lindsey Graham, che lo ha definito uno degli artefici principali dell’intesa, pur chiedendo che il Congresso possa esaminarne attentamente i contenuti. Restano infatti aperti diversi interrogativi sul negoziato che dovrà affrontare nei prossimi due mesi il nodo del programma nucleare iraniano.

Intervenendo nelle principali televisioni americane, Vance ha definito l’accordo una “grande vittoria per il popolo americano“, sottolineando sia il calo dei prezzi del petrolio registrato dopo l’annuncio sia l’impegno assunto dall’Iran a non sviluppare armi nucleari. Il vicepresidente punta ora a convincere anche gli ambienti più conservatori del Partito Repubblicano, dove non mancano dubbi e perplessità sull’effettiva solidità dell’intesa. Per Vance la partita è appena iniziata: il successo o il fallimento del negoziato potrebbe influenzare non solo la politica estera americana, ma anche le sue ambizioni per la Casa Bianca nel 2028.

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