Incentivi e sostegno all’attività sportiva: inizia l’esame in Commissione

da | 15 Giu 2026

La IV Commissione Consiliare Permanente torna a riunirsi nel pomeriggio di lunedì 15 giugno 2026. 

Il dibattito sul progetto di legge dedicato agli incentivi e al sostegno dell’attività sportiva si apre con un’ampia illustrazione del Segretario di Stato Rossano Fabbri. Secondo il Segretario, dopo le norme dedicate alla sicurezza delle manifestazioni sportive, questo rappresenta un nuovo passo avanti e costituisce “un’ulteriore implementazione normativa” che precede l’ultimo grande tassello del percorso, vale a dire la riforma complessiva della legge sullo sport. Fabbri sottolinea che il testo nasce anche dal confronto con chi opera quotidianamente nel settore e parla di una norma che considera “una vera sfida per il Paese, perché apre a possibili collaborazioni con i privati per la realizzazione di eventi e impianti sportivi di natura strategica”. Entrando nel merito, ricorda che una prima parte della legge riguarda gli incentivi per gli eventi sportivi mentre una seconda sezione è dedicata allo sviluppo delle infrastrutture e del patrimonio immobiliare sportivo. L’obiettivo dichiarato è costruire un modello stabile di collaborazione tra pubblico e privato. “Non è una legge che toglie qualcosa, ma una legge che aggiunge qualcosa”, afferma Fabbri, spiegando che l’intero impianto normativo esistente resta invariato ma viene introdotto uno strumento aggiuntivo che permetterà allo Stato di rispondere alle esigenze dei cittadini “in maniera più completa, più puntuale e anche più efficace dal punto di vista temporale”.

Matteo Casali (RF) chiarisce subito che Repubblica Futura non ha alcuna contrarietà verso misure che incentivano lo sport o favoriscono il coinvolgimento dei privati nelle opere pubbliche, ma esprime dubbi sull’effettiva portata innovativa del testo. Casali sostiene che il suo gruppo fatica a cogliere il carattere rivoluzionario illustrato dal Governo e richiama l’attenzione soprattutto sulla distinzione tra donazioni e sponsorizzazioni, ritenuta poco chiara. “Mi auguro che in questo caso prevalgano davvero i principi di generalità e astrattezza e che questa possa rappresentare un’opportunità per tutti”, afferma, mettendo in guardia dal rischio di costruire norme attorno a situazioni specifiche. Paolo Crescentini (PSD) definisce il provvedimento importante perché rafforza concretamente il rapporto tra pubblico e privato e permette di liberare risorse pubbliche da destinare ad altri ambiti. A suo giudizio la legge può “rivoluzionare in senso positivo la visione dei sammarinesi verso lo sport”. Guerrino Zanotti (Libera) evidenzia che non si tratta soltanto di una norma fiscale ma di uno strumento che investe sul benessere della comunità, sulla salute pubblica e sulla coesione sociale. Per Zanotti il progetto rappresenta anche un’opportunità per gli sport meno strutturati e per tutte quelle discipline che spesso faticano a reperire risorse adeguate.

Anche Andrea Ugolini (PDCS) condivide pienamente l’impostazione della legge. Secondo Ugolini il provvedimento può sostenere sia gli eventi sia le infrastrutture sportive, generando benefici che vanno oltre lo sport e coinvolgono turismo, promozione territoriale e salute pubblica. Sul tema delle donazioni osserva inoltre che la differenza rispetto alle sponsorizzazioni risiede principalmente nell’assenza di un ritorno diretto di immagine. Più prudente la posizione di Emanuele Santi (Rete), che pur dichiarandosi favorevole agli obiettivi della norma chiede maggiori garanzie sui criteri di selezione degli eventi e sull’utilizzo dei crediti d’imposta. Santi insiste sul fatto che gli incentivi debbano riguardare esclusivamente opere pubbliche e sottolinea che “nessuno regala nulla a nessuno”, ricordando che il credito d’imposta rappresenta comunque una minore entrata futura per lo Stato. Per questo ritiene necessario assicurare che le opere finanziate siano effettivamente strategiche e rispondano a un interesse pubblico chiaramente definito. Marinella Loredana Chiaruzzi (PDCS) pone l’accento sugli emendamenti che estendono il meccanismo anche al patrimonio immobiliare dell’Eccellentissima Camera, giudicando positiva la possibilità di sostenere non solo lo sport ma anche altre infrastrutture considerate strategiche per il Paese. La presidente della Commissione Denise Bronzetti evidenzia invece le ricadute economiche che il settore sportivo può generare e auspica che il provvedimento contribuisca a dotare San Marino di strutture capaci di ospitare eventi di rilievo anche al di fuori dell’ambito sportivo.

Nella replica finale il Segretario Fabbri torna sulle principali osservazioni emerse e respinge i timori relativi a possibili norme costruite su misura. “Non esiste alcun impianto o evento per il quale sia stata costruita su misura”, assicura il Segretario, spiegando che il progetto è stato elaborato come norma generale e astratta e che il ruolo del CONS non consiste nel decidere autonomamente gli eventi beneficiari. Fabbri ribadisce inoltre che il testo è stato sviluppato insieme agli uffici tributari e alla Segreteria alle Finanze proprio per evitare possibili distorsioni fiscali. Difende infine il meccanismo previsto per le infrastrutture strategiche, sostenendo che consentirà allo Stato di realizzare opere considerate prioritarie senza doverne sostenere immediatamente l’intero costo, favorendo al tempo stesso nuovi investimenti e nuove opportunità di sviluppo per il sistema sportivo e turistico sammarinese. Matteo Casali (RF), in fase di replica, torna a chiedere chiarimenti sulla distinzione tra donazione e sponsorizzazione, sostenendo che, se non vi sono differenze sostanziali, il provvedimento rischia di perdere gran parte della sua utilità. Esprime inoltre preoccupazione per l’ampliamento al patrimonio pubblico nel suo complesso, osservando che un privato potrebbe finanziare una specifica opera pubblica e creare aspettative o pressioni affinché quella venga realizzata prima di altre considerate prioritarie. Anche Emanuele Santi (Rete) manifesta perplessità dopo aver constatato che gli emendamenti eliminano il riferimento agli impianti sportivi sostituendolo con quello al patrimonio immobiliare pubblico. A suo giudizio il provvedimento mantiene una sua coerenza se resta legato allo sport, mentre l’estensione a strade, piazze e altre infrastrutture apre scenari diversi e più problematici. “Se manteniamo la legge sul binario originario, quello dello sport e degli impianti sportivi, continuiamo a considerarla uno strumento utile e potenzialmente efficace. Se invece la estendiamo indistintamente a tutto il patrimonio pubblico, allora si aprono scenari molto diversi e a mio avviso più problematici”. Le osservazioni trovano attenzione anche nella maggioranza. Guerrino Zanotti (Libera) riconosce che gli emendamenti rischiano di far perdere centralità all’obiettivo originario della legge e invita a mantenere esplicito il riferimento agli impianti e agli eventi sportivi. “Mi sembra importante mantenere esplicito il riferimento agli impianti sportivi e agli eventi sportivi, che rappresentano il cuore della proposta”. Aida Maria Adele Selva (PDCS) difende invece la scelta della maggioranza di ampliare il perimetro della legge, ricordando che il Governo ha modificato anche il titolo del provvedimento proprio per includere il sostegno al patrimonio immobiliare pubblico. A suo giudizio non vi è alcuna perdita di centralità dello sport, perché gli incentivi per eventi e attività sportive restano integralmente confermati, mentre si aggiunge la possibilità di sostenere anche altri immobili pubblici. Selva osserva che le stesse criticità evidenziate dall’opposizione potrebbero presentarsi anche limitando la norma al solo settore sportivo e invita a leggere il provvedimento come uno strumento di collaborazione tra pubblico e privato a beneficio dell’intera collettività. 

Inizia quindi l’esame dell’articolato: vengono approvati gli articoli dall’1 al 5, alcuni dei quali comprensivi degli emendamenti presentati dal Governo. Alle 19.00 i lavori vengono sospesi. Riprenderanno domani alle 9.00

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