RETE rivendica il ruolo svolto nel percorso che ha portato all’approvazione in Commissione del progetto di legge sul fine vita e auspica ora un rapido approdo del testo in Consiglio Grande e Generale per il via libera definitivo.
In una nota diffusa dopo il voto in Commissione Consiliare IV, il movimento parla di un passaggio significativo per la Repubblica e per il riconoscimento dei diritti delle persone nella fase finale della vita. “In Commissione Consiliare IV è stata scritta una pagina importante della storia della Repubblica di San Marino“, afferma RETE, sottolineando come il percorso legislativo sia il risultato di anni di confronto e lavoro politico.
Il movimento ricorda di essere stato il primo a depositare un progetto di legge sul tema e di aver costituito negli anni un gruppo di lavoro dedicato. “RETE è stata la prima forza politica a depositare un Progetto di Legge su un tema particolarmente sentito dalla cittadinanza. Da anni abbiamo istituito un gruppo di lavoro che ha dedicato passione, competenza ed energie a una questione che troppo a lungo la politica ha ignorato o evitato di affrontare con il necessario coraggio“, si legge nel comunicato.
Secondo RETE, durante il confronto in Commissione diversi contenuti ritenuti essenziali dal movimento sono stati recepiti nel testo, in particolare attraverso gli emendamenti presentati dalla maggioranza al progetto di legge di iniziativa popolare promosso dall’associazione Emma Rossi. Tra questi viene citata in particolare la pianificazione condivisa delle cure, considerata uno degli elementi qualificanti del provvedimento.
Pur esprimendo soddisfazione per il risultato raggiunto, il movimento riconosce che il testo approvato non coincide pienamente con le proprie aspettative. “Siamo consapevoli che il testo approvato non rappresenti la migliore soluzione possibile. Un confronto più approfondito e costruttivo tra le forze politiche avrebbe probabilmente consentito di raggiungere un risultato ancora più avanzato“, osserva RETE.
Nonostante ciò, il giudizio resta positivo. Per il movimento la legge rappresenta “un passo avanti significativo sul terreno dei diritti civili, della dignità della persona, della libertà di scelta e del rispetto della volontà individuale“.
RETE annuncia inoltre che continuerà a seguire l’iter del provvedimento e la sua futura applicazione. In particolare il movimento pone l’attenzione sul modulo relativo alle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento, la cui predisposizione sarà affidata al Congresso di Stato. “Vigileremo affinché il modulo relativo alle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento, la cui definizione è stata demandata al Congresso di Stato, venga predisposto entro il termine previsto di 60 giorni e rispecchi pienamente contenuti, finalità e spirito della norma approvata“, afferma la nota.
Nel comunicato finale RETE collega il risultato raggiunto a una più ampia battaglia culturale e politica. “Ancora una volta RETE ha contribuito ad aprire un confronto serio e concreto su un tema etico di grande rilevanza, aiutando a superare quelle resistenze e quelle ipocrisie che troppo spesso hanno impedito al nostro Paese di affrontare questioni fondamentali per la vita e la dignità delle persone“.
“Di questo risultato siamo orgogliosi. Perché rappresenta una conquista per i diritti, per la libertà e per una San Marino più civile e più vicina ai bisogni dei suoi cittadini“, conclude il movimento.





