L’avvicinamento ai Mondiali 2026 negli Stati Uniti è accompagnato da controlli di sicurezza particolarmente stringenti per giocatori, tecnici e dirigenti delle nazionali in arrivo nel Paese. Tra i protagonisti coinvolti c’è anche Fabio Cannavaro, commissario tecnico dell’Uzbekistan, sottoposto insieme alla sua delegazione a verifiche approfondite all’aeroporto.
L’ex capitano della Nazionale italiana e i membri della squadra uzbeka sono stati controllati con metal detector e cani antidroga, nell’ambito dei protocolli predisposti dalle autorità americane. Le immagini delle operazioni hanno rapidamente fatto il giro dei social, alimentando il dibattito sull’opportunità di misure così rigorose nei confronti di atleti e rappresentative ufficiali.
Non si tratta però di un episodio isolato. Nei giorni scorsi l’attaccante iracheno Hussein sarebbe stato trattenuto per circa sette ore all’aeroporto di Chicago per accertamenti, mentre altre delegazioni hanno segnalato procedure particolarmente lunghe e dettagliate. Anche il centrocampista senegalese Pathé Ciss è stato sottoposto a controlli appena atterrato negli Stati Uniti, come documentato da un video diventato virale online.
Le verifiche rientrano nelle politiche di sicurezza e controllo delle frontiere annunciate dall’amministrazione del presidente Donald Trump, ma stanno suscitando critiche da parte di osservatori e tifosi che le considerano eccessive nei confronti dei protagonisti del massimo torneo calcistico mondiale.





