Il numero uno del mondo trionfa a Madrid in 57 minuti con un perentorio 6-1, 6-2. Diventa il primo giocatore di sempre a vincere cinque ATP Masters 1000 consecutivi: un record che né Djokovic, né Nadal, né Federer hanno mai centrato. È anche il più giovane di sempre ad aver raggiunto la finale in tutti i nove Masters 1000 del calendario.
C’è un momento, nella carriera di un campione, in cui il limite dell’impresa si sposta. Fino a ieri pomeriggio, vincere quattro Masters 1000 di fila era un primato che apparteneva soltanto a Rafael Nadal nel 2013 e che Novak Djokovic aveva eguagliato tre volte tra il 2013 e il 2026. Quattro era il numero. Punto. Da ieri sera, alle 17.57 ora di Madrid, quel numero si chiama cinque. E porta la firma di Jannik Sinner.
Sul Manolo Santana della Caja Magica, il numero uno del mondo ha demolito Alexander Zverev con un perentorio 6-1, 6-2 in soli 57 minuti e 34 secondi. Non c’è stata partita. Sinner è entrato in campo con il 74% di prime in campo, ha vinto 27 punti su 29 con la prima di servizio, non ha concesso nemmeno una palla break al numero tre del ranking. Zverev è arrivato a vincere appena tre punti nei primi tre game. È stato un dominio dichiarato fin dal primo scambio.
Un record che attraversa la storia del tennis
Per misurare la portata di quanto accaduto basta guardare i numeri. Sinner ha aperto la serie il 2 novembre 2025 con il trionfo al Paris Masters su Felix Auger-Aliassime. Poi sono arrivati Indian Wells, Miami e Monte-Carlo — vinto in finale contro Carlos Alcaraz. Adesso Madrid. Cinque trofei Masters 1000 in sei mesi, in tre superfici diverse, contro avversari diversi. Mai nessuno c’era riuscito. Né Federer, fermatosi a 29 vittorie consecutive nei Masters 1000 ma su tornei non sequenziali. Né Djokovic, che con i suoi 31 successi consecutivi nel 2011 detiene comunque il record di vittorie filate ma non di tornei vinti uno dietro l’altro. Né Nadal, fermatosi a quattro nel 2013.
A questo si aggiunge un altro primato. Con la finale di ieri, Sinner è diventato a 24 anni il più giovane tennista di sempre ad aver raggiunto almeno una finale in tutti i nove Masters 1000 del calendario. Prima di lui, nell’era Open, ci erano riusciti soltanto Djokovic (a 25 anni), Nadal (a 27) e Federer (a 30). Per completare la collezione di vittorie gli manca soltanto Roma — appuntamento che lo aspetta tra una settimana, agli Internazionali d’Italia.
“Dietro il record c’è molta dedizione”
Le parole del numero uno, alla cerimonia di premiazione, sono state quelle di un atleta che ha imparato a misurare le proprie imprese senza retorica. “Dietro il mio record c’è molto lavoro, molta disciplina, molto impegno ogni giorno”, ha detto Sinner. “Questi risultati significano tanto per me. Sono molto contento di continuare a credere in me stesso ogni giorno e in ogni allenamento”. A confermare la grandezza del momento sono arrivate, oltre alle congratulazioni di Giorgia Meloni che ha parlato di “pagina indimenticabile per lo sport italiano”, le parole di Zverev stesso: “Congratulazioni a Jannik, è di gran lunga il migliore al mondo in questo momento. Non c’è chance per quasi nessuno di noi. State facendo un grandissimo lavoro — magari al Roland Garros prendetevi una pausa”.
Sinner ha sorriso, ha promesso di parlare meglio lo spagnolo l’anno prossimo, ha alzato il trofeo. Da oggi vola a Roma. Per l’ultimo Masters 1000 che gli manca. Per un’altra storia da scrivere.





