Sessantacinque appartamenti, sei condomini distanziati tra loro fino a trenta metri, un parco urbano privato al centro, classe energetica A+. Su un’area abbandonata da oltre vent’anni a Serravalle, in località Fiorina, è in costruzione il progetto residenziale di cui in pochi mesi si è già parlato come di uno dei più ambiziosi degli ultimi anni a San Marino. Abbiamo incontrato l’imprenditore sammarinese Lorenzo Busignani, ideatore del progetto, per capire da dove parte e dove vuole arrivare.
Il mercato immobiliare sammarinese, come quello italiano, vive da anni una contraddizione interna. Da un lato la domanda di abitazioni efficienti e sostenibili è cresciuta in modo significativo, spinta dall’aumento dei costi energetici e dalla nuova sensibilità ambientale. Dall’altro, il prodotto immobiliare medio fatica ad adeguarsi: la sostenibilità arriva spesso come etichetta, raramente come metodo. Viridis prova a invertire la prospettiva, partendo da un dato semplice — diciannove appartamenti venduti su ventiquattro nei primi tre mesi di commercializzazione — che il mercato sembra avere già recepito.
Cos’è Viridis e da dove nasce l’idea?
Viridis nasce da una constatazione semplice: il modo in cui pensiamo gli spazi abitativi non riflette più il modo in cui le persone vogliono viverli. Negli ultimi anni sono cambiate le priorità — più attenzione all’ambiente, alla qualità dell’aria, agli spazi condivisi, al benessere quotidiano — ma il prodotto immobiliare medio è rimasto fermo. Il nome stesso, Viridis, in latino significa “verde”: è un riferimento esplicito al cuore del progetto. Un’oasi urbana a due passi dal centro di Serravalle, con la campagna confinante grazie al parco La Iala. Un luogo in cui vivere diventa un’esperienza, non solo un’allocazione di metri quadri.
Il progetto è nato sulla riqualificazione di un’area abbandonata. Come è iniziato concretamente?
Da un intervento di rigenerazione vero e proprio. L’area era ferma da oltre vent’anni e ospitava un capannone con copertura in eternit. L’abbiamo abbattuto, abbiamo bonificato l’intera area, smaltito tutti i rifiuti adiacenti e restituito dignità a uno spazio che era diventato di fatto un punto di degrado urbano. Solo a quel punto si è cominciato a costruire. Penso che vada detto perché spesso il dibattito sull’edilizia parla di consumo di suolo: in questo caso siamo nella direzione opposta, abbiamo restituito alla città un’area che era fuori uso da decenni.
Cosa distingue Viridis dagli altri progetti residenziali sammarinesi?
L’approccio integrato. Su 12.000 metri quadrati abbiamo previsto sei condomini, sessantacinque appartamenti, centocinquanta posti auto e altrettanti garage. Sono numeri che danno il senso della scala: Viridis è dimensionato per essere abitato, non per saturare il lotto. Tra un condominio e l’altro abbiamo lasciato distanze tra i venticinque e i trenta metri, contro i dieci che si trovano normalmente nelle costruzioni tradizionali. È una scelta progettuale che si paga in metri quadri non venduti, ma che restituisce in qualità della vita per chi abiterà gli appartamenti — più luce, più privacy, meno la sensazione di vivere addosso al vicino.
Al centro di tutto c’è un parco urbano privato. Perché questa scelta?
Perché è il primo parco urbano privato della Repubblica, e crediamo che possa cambiare il modo in cui si pensa l’abitare a San Marino. Il parco non è un giardino condominiale né un’area verde di servizio: è un vero e proprio spazio di vita comune, attorno al quale si sviluppano gli edifici. È il punto in cui i bambini giocheranno, dove si farà sport, dove si organizzeranno gli incontri tra residenti. È, in fondo, l’elemento che giustifica il nome stesso del progetto.
Sul piano tecnico, quali sono le scelte che caratterizzano Viridis?
Classe energetica A+ ottenuta attraverso il sistema costruttivo Nidyon®. Ogni appartamento dispone di un impianto fotovoltaico da quattro kilowatt, di riscaldamento a pavimento con pompa di calore aria-acqua Viessmann, di predisposizione per il condizionamento sia in zona giorno che in zona notte, e di un sistema di ventilazione meccanica controllata. Significa appartamenti che producono in larga parte l’energia che consumano, con un comfort termico costante e con una qualità dell’aria interna nettamente superiore alla media. Detto in modo diretto: una casa che oggi non è efficiente è una casa che, tra dieci anni, vale meno. La sostenibilità per noi è una scelta industriale prima ancora che etica — e proprio per questo non è negoziabile.
A chi vi state rivolgendo come acquirenti tipo?
A profili diversi tra loro, tenuti insieme da un’esigenza comune. Le tipologie vanno dai cinquanta ai centocinquanta metri quadri, quindi rispondono sia al monolocale per il single o per il giovane professionista, sia all’appartamento più ampio per la famiglia con figli. Stiamo riscontrando interesse da giovani coppie sammarinesi, da famiglie che cercano un’alternativa ai contesti urbani più densi, da professionisti che lavorano da casa almeno parte del tempo, e da chi acquista in ottica di investimento. Il filo conduttore è uno solo: chi sceglie Viridis cerca una casa che corrisponda al modo in cui vive — uno spazio curato, progettato per durare, e che non scarichi sul futuro un debito energetico ed economico.
Diciannove appartamenti su ventiquattro venduti in tre mesi è un dato significativo. Cosa vi dice il mercato?
Ci dice che il mercato sammarinese era pronto. Vivere a due passi dal centro del Castello di Serravalle, avere la campagna confinante e disporre di un parco urbano privato di proprietà piace molto, e l’accessibilità delle metrature più contenute rende il progetto raggiungibile per profili che spesso si sentono esclusi dalle nuove costruzioni. Ma credo che il dato di vendite racconti anche un’altra cosa: c’è un pubblico — sammarinese e non solo — che vuole un’offerta abitativa che superi gli standard tradizionali del territorio. Viridis, in questo senso, è una risposta. Non l’unica possibile, ma una risposta concreta.
Per informazioni sul progetto visita la pagina: https://insider.sm/virdis-san-marino/





