Non ce l’ha fatta: chi è il piccolo Matteo, il 12enne morto dopo la tragedia dell’idromassaggio a Pennabilli

da | 10 Apr 2026

Ha lottato per quattro giorni nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Infermi di Rimini, ma alla fine il cuore di Matteo Brandimarti si è fermato. Nella serata di ieri i medici, guidati dal primario Massimo Baiocchi, hanno dichiarato la morte cerebrale del ragazzo di 12 anni, al termine di un periodo di osservazione durato sei ore durante il quale è stata accertata l’assenza di attività cerebrale, di coscienza e di riflessi.

Le condizioni del ragazzo erano apparse fin da subito disperate, perché era rimasto troppo a lungo sott’acqua, con la gamba incastrata in una vasca idromassaggio. L’acqua era alta circa un metro, ma sufficiente a trattenerlo fino a quando ha perso i sensi per anossia, cioè per la mancanza di ossigeno agli organi vitali.

Quella che doveva essere una giornata di vacanza insieme al padre Maurizio, alla madre Nicoletta Sprecacé e agli zii, partiti da San Benedetto verso una struttura alberghiera di Pennabilli, si è trasformata in tragedia. I familiari erano presenti mentre Matteo giocava in acqua, ma pochi minuti dopo il ragazzo non è più riuscito a riemergere. L’allarme è stato dato dalla zia, che si è precipitata a chiedere aiuto.

Per liberarlo è stata staccata la corrente alla vasca, perché il piede era rimasto risucchiato. Nel frattempo è intervenuto un cliente esperto di tecniche di primo soccorso, che ha praticato le manovre salvavita sul corpo del ragazzo, anche se Matteo non respirava più. Il cuore è ripartito, lasciando una speranza, ma il ragazzo non ha mai ripreso conoscenza.

Subito è intervenuta l’eliambulanza partita dall’ospedale di Rimini, che ha raggiunto Pennabilli in pochi minuti e ha riportato il ragazzo nel capoluogo romagnolo. Qui, nonostante tutti i tentativi dei medici, nella serata di ieri è stato constatato il decesso. Nelle prossime ore sarà eseguita l’autopsia. La famiglia ha già contattato l’avvocato Umberto Gramenzi, perché la vicenda si trasformerà in un caso giudiziario.

Le indagini sono condotte dai carabinieri di Novafeltria, coordinati dal pubblico ministero Alessia Mussi. In un primo momento si procedeva per lesioni gravissime, ma dopo la morte del ragazzo l’ipotesi di reato è stata modificata in omicidio colposo contro ignoti. Sarà necessario accertare eventuali responsabilità, in particolare riguardo alla manutenzione dell’impianto e alla presenza dei sistemi di sicurezza, come le grate sulle bocchette della vasca. Tutti elementi che dovranno emergere dalle verifiche e dalle testimonianze raccolte.

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