Palazzo Pubblico chiude per restauro: il Consiglio trasloca al Kursaal fino a settembre

da | 31 Mar 2026

San Marino si prepara a vivere una fase istituzionale fuori dall’ordinario. Dal 30 marzo al 30 settembre 2026, il cuore della vita democratica della Repubblica lascerà temporaneamente Palazzo Pubblico per trasferirsi al Centro Congressi Kursaal.

Una decisione già annunciata, ma ora formalizzata con la delibera n.2 del Congresso di Stato del 19 marzo, dichiarata immediatamente esecutiva per l’urgenza di avviare i lavori di manutenzione straordinaria sul Palazzo. Un intervento necessario, che impone però una riorganizzazione logistica completa dell’attività politica sammarinese.

Il trasferimento riguarderà non solo le sedute del Consiglio Grande e Generale, ma anche le Commissioni Consiliari, che per sei mesi opereranno in una sede alternativa. Non è la prima volta: già durante la pandemia il Kursaal era stato utilizzato per garantire spazi adeguati e distanziamento.

L’accordo con GDT Services S.r.l., gestore della struttura, prevede l’utilizzo esclusivo degli spazi e dei servizi collegati, pur garantendo la continuità degli eventi già calendarizzati. Un equilibrio non banale, che conferma la volontà di non interrompere né l’attività istituzionale né quella congressuale.

Il costo complessivo dell’operazione arriva fino a 145.952 euro. Una cifra coperta attraverso il trasferimento di fondi dal capitolo per le spese impreviste al Fondo Autonomo del Consiglio Grande e Generale. Una scelta che, inevitabilmente, apre anche una riflessione sul costo della “logistica democratica” quando gli edifici simbolo richiedono interventi strutturali.

Il cronoprogramma è serrato: il Palazzo dovrà tornare pienamente operativo entro il 1° ottobre, data di insediamento della nuova Reggenza. Un obiettivo che impone tempi certi e lavori senza ritardi.

Una fase di transizione, dunque, che unisce cantieri aperti in casa e presenza attiva all’estero. Con una certezza: anche lontano da Palazzo Pubblico, la macchina istituzionale sammarinese non si ferma.

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