La maggioranza consiliare ha depositato un progetto di legge costituzionale per istituire una commissione d’inchiesta sul cosiddetto “Piano parallelo” e sulle presunte responsabilità politiche e amministrative legate alla vendita di partecipazioni della Cassa di Faetano alla società San Marino Group.
Il provvedimento sarà portato in Consiglio Grande e Generale nella sessione di aprile con procedura d’urgenza. Secondo quanto spiegato dal consigliere del PDCS Massimo Andrea Ugolini, l’obiettivo è fare chiarezza sulla vicenda senza interferire con il lavoro della magistratura.
La commissione, infatti, verrà attivata solo al termine della fase inquirente, ma comunque non oltre il 31 gennaio 2027. La durata prevista è di sei mesi, con la possibilità di una proroga per altri sei.
Tra i compiti della commissione ci sarà la verifica di eventuali responsabilità politiche o amministrative, possibili pressioni sull’Autorità di Vigilanza, eventuali conflitti di interesse tra esponenti politici e imprenditoriali e possibili tentativi di influenzare le autorità sammarinesi anche attraverso pressioni legate all’Accordo di associazione con l’Unione europea.
All’interno della maggioranza emergono posizioni che rivendicano la scelta di attendere. Giulia Muratori (Libera) ha ricordato che il suo gruppo aveva espresso perplessità sui tempi della commissione durante il precedente Consiglio, ma ha riconosciuto che il nuovo testo “rispetta l’autorità giudiziaria”.
Muratori ha anche sottolineato come nelle ultime settimane siano emersi nuovi elementi, tra cui una sentenza che ha modificato il quadro e la desecretazione di oltre 3000 atti, fattori che avrebbero reso opportuno attendere prima di procedere.
Sulla stessa linea Paolo Crescentini (PSD), che ha parlato di una maggioranza “compatta e con le idee chiare”, evidenziando che con una legge costituzionale la commissione avrà poteri pieni.
Secondo Giovanna Cecchetti, consigliere indipendente, la decisione di non agire sull’onda dell’emotività si è rivelata corretta: “l’opposizione ci ha attaccato ma siamo ripartiti con nuovi elementi”.
Infine Gian Nicola Berti ha sottolineato che il progetto di legge depositato in precedenza da Alleanza Riformista è ormai superato dagli sviluppi più recenti, anche alla luce della desecretazione degli atti che potrebbe portare a breve alla chiusura della fase inquirente.
Secondo Berti, il punto centrale è che la commissione d’inchiesta verrà effettivamente istituita e, grazie alla legge costituzionale, avrà poteri molto ampi, paragonabili a quelli di un magistrato.




