Il Consiglio Supremo di Difesa ha espresso una forte inquietudine per l’evoluzione della crisi in Medio Oriente, dove l’escalation militare tra Iran, Stati Uniti e Israele rischia di destabilizzare un’area già segnata da profonde tensioni. La riunione, svoltasi al Quirinale alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha analizzato gli effetti geopolitici del conflitto e le possibili conseguenze sull’equilibrio internazionale.
Secondo quanto emerso al termine dell’incontro, il progressivo moltiplicarsi delle iniziative militari e delle decisioni prese in modo unilaterale starebbe mettendo sotto pressione il sistema multilaterale fondato sull’ONU. Una dinamica che, nelle valutazioni del Consiglio, rischia di indebolire ulteriormente gli strumenti diplomatici necessari a contenere i conflitti e a garantire la sicurezza globale.
Nel corso del vertice è stato ribadito con chiarezza che l’Italia non parteciperà alle operazioni di guerra, mantenendo una linea coerente con l’articolo 11 della Costituzione. Il governo continuerà però a collaborare con i partner internazionali nel quadro degli accordi già esistenti, in particolare per le attività di supporto logistico e per la tutela degli interessi strategici italiani nell’area mediterranea e nel Golfo.
Particolare attenzione è stata dedicata alla sicurezza dei cittadini italiani presenti nella regione e ai militari impegnati nelle missioni internazionali. Il Consiglio ha espresso vicinanza alle Forze armate operative all’estero e ha condannato con fermezza l’aggressione subita dai militari italiani a Erbil, sottolineando l’importanza del loro lavoro nei contesti di crisi.
Nel documento finale non manca un richiamo alla gravità degli attacchi contro la popolazione civile, spesso vittima principale dei conflitti armati. Episodi come il bombardamento di una scuola a Minab vengono indicati come esempi drammatici di una guerra che continua a colpire soprattutto persone innocenti.
Uno dei passaggi più delicati della riunione ha riguardato il Libano, dove la tensione tra Israele e Hezbollah rischia di trasformarsi in un nuovo fronte di guerra. Pur condannando le azioni del movimento sciita, il Consiglio invita Israele a evitare reazioni eccessive che possano aggravare ulteriormente la situazione. Viene inoltre segnalata con preoccupazione la violazione della risoluzione ONU 1701 e gli attacchi considerati inaccettabili contro il contingente internazionale UNIFIL, oggi guidato dall’Italia.
L’analisi del Consiglio evidenzia infine il timore che l’estensione del conflitto possa favorire nuovi scenari di instabilità, inclusa la possibilità di azioni terroristiche o di forme di guerra ibrida. Una prospettiva che rende ancora più urgente, secondo il vertice, il ritorno a iniziative diplomatiche capaci di ridurre la tensione e ristabilire un equilibrio nella regione.




