Chi prenota una visita all’ISS e poi non si presenta, senza avvertire, rischia di pagare 50 euro. La norma esiste già: è il Regolamento n.16 del 2026, che prevede un diritto di pratica a carico di chi non comunichi almeno due giorni prima l’impossibilità a presentarsi. A ricordarlo in Commissione IV è stato il Direttore amministrativo dell’Istituto, Manuel Canti, precisando però che il meccanismo non è ancora concretamente operativo: mancano l’implementazione informatica e la definizione della gestione dei dati nel rispetto della privacy.
Il tema era stato sollevato da Paolo Crescentini del PSD, per il quale avvertire per tempo quando non si può andare a una visita dovrebbe essere «semplicemente un dovere di ogni cittadino». Il Direttore generale Claudio Vagnini ha ridimensionato la portata numerica del fenomeno, riferendo che le mancate presentazioni senza disdetta non sono enormi, ma ha aggiunto che possono incidere su alcune liste d’attesa: ogni posto lasciato vuoto senza preavviso è uno slot che nessun altro ha potuto usare.
Il richiamo arriva mentre l’Istituto lavora proprio sui tempi di accesso. Delle 47 tipologie di prestazione di cui l’ISS deve pubblicare i tempi, 17 restano fuori standard, e il Direttore delle Attività Sanitarie e Socio-Sanitarie Alessandro Bertolini ha stimato che nell’arco di un mese si potrebbe scendere a sette o otto, pur avvertendo che domanda e offerta sanitaria sono variabili.
Sull’applicazione della sanzione è intervenuto Gaetano Troina di Domani Motus Liberi, che ha chiesto una comunicazione preventiva molto chiara ai cittadini e una verifica della base normativa del provvedimento. Canti ha replicato che il regolamento deriva da un atto del Congresso di Stato fondato su una norma primaria, e ha assicurato che prima dell’entrata in vigore sarà avviata un’adeguata campagna informativa.
