USL Pensionati: “Tornare a essere comunità è la chiave per contrastare l’isolamento”

da | 20 Mag 2026

La Federazione Pensionati USL rilancia il tema della coabitazione solidale e del contrasto all’isolamento sociale, dopo aver preso parte alla trasferta organizzata dalla Segreteria di Stato per il Territorio lo scorso 16 maggio, che ha portato una delegazione sammarinese a visitare due realtà di co-housing a Fidenza e San Lazzaro di Savena.

Secondo la Federazione, l’esperienza ha rappresentato un’importante occasione di approfondimento su modelli abitativi innovativi già presenti in Italia e orientati alla condivisione degli spazi, alla collaborazione tra generazioni e al rafforzamento delle relazioni sociali.

“Si è trattato di un’esperienza molto positiva, una visita che ha senz’altro contribuito ad ampliare gli orizzonti e mostrare un punto di vista diverso”, spiega la Federazione Pensionati USL nella nota diffusa.

Al centro della riflessione il modello del co-housing, indicato come possibile risposta a bisogni sociali sempre più diffusi, soprattutto in relazione alla solitudine e alla difficoltà di costruire reti di sostegno reciproco.

“Quella del Co-housing è una sfida importante perché foriera di una forma mentis nuova, una forma di coabitazione che pur essendo già realtà in Italia, non trova però ancora un riferimento dal punto di vista normativo”, sottolinea la Federazione.

Nel comunicato viene inoltre ricordato come San Marino disponga già di una normativa dedicata, considerata una base da sviluppare ulteriormente nel tempo.

“Qui a San Marino abbiamo invece già una Legge che sicuramente andrà valutata e migliorata negli anni, dalla quale la speranza è che possano nascere tutta una serie di realtà dalla forte valenza sociale”, prosegue la nota.

Tra gli aspetti messi in evidenza emerge il tema del contrasto all’isolamento, non soltanto degli anziani ma più in generale delle persone che vivono situazioni di fragilità o solitudine.

“Sconfiggere l’isolamento, non soltanto degli anziani, è un obiettivo ambizioso e il primo passo è fare in modo che le persone tornino ad avere fiducia le une nelle altre”, evidenzia la Federazione Pensionati USL.

Durante la visita, particolare attenzione è stata riservata agli elementi progettuali delle strutture visitate.

“In una delle due realtà di Co-housing che abbiamo avuto modo di vedere e ‘studiare’, ciascuna abitazione è stata progettata con ampie vetrate, proprio per ribadire il senso di apertura che si contrappone alla tendenza ad isolarsi e che, purtroppo, influisce negativamente sulle relazioni sociali che stanno alla base della salute psicofisica delle persone”, viene spiegato nel documento.

Il modello osservato prevede abitazioni private affiancate da spazi comuni condivisi, con la presenza di anziani, giovani e famiglie che costruiscono una rete di collaborazione quotidiana.

“Ciò di cui abbiamo avuto esperienza sono famiglie con varie competenze che assieme hanno deciso di portare avanti un progetto di qualità dove gli anziani, pur avendo ciascuno il proprio appartamento, convivono con i giovani e i bambini, garantendosi così un reciproco benessere”, prosegue la nota.

Secondo la Federazione, il valore principale del co-housing risiede nella costruzione di una comunità capace di sostenersi reciprocamente.

“Fare comunità aiuta a risolvere quasi tutti i problemi che oggi affliggono le persone che lavorano e magari non sanno a chi affidare i figli o i genitori e nonni anziani”, viene sottolineato.

Nelle conclusioni la Federazione Pensionati USL invita a riflettere sulle opportunità offerte da questi modelli abitativi e sul ruolo della comunità nella costruzione del benessere collettivo.

“Vale dunque la pena soffermarsi a riflettere su questi esempi, rimettere la persona al centro, darsi da fare per trasformare i progetti che potrebbero aumentare il benessere della collettività, in realtà concrete”, conclude il comunicato.

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