La Commissione Sanità ha approvato con otto voti a favore e quattro contrari un ordine del giorno che impegna il Governo a potenziare gli organici della Tutela Minori, completare i protocolli operativi e verificare l’adeguatezza della sede. Entro sei mesi l’Esecutivo dovrà tornare in Commissione a dare conto dei risultati.
Alla base c’è una crescita dei casi che nessuno in aula ha messo in discussione. I casi attivi sono passati da 60 a fine 2022 a 101 al 30 giugno scorso, con un incremento superiore al 68%. Le segnalazioni fra il 2024 e il 2025 sono più che raddoppiate, da 25 a 54, e altre 27 sono arrivate nei primi sei mesi di quest’anno. Per Francesca Civerchia della Democrazia Cristiana i numeri vanno però letti con prudenza, perché possono indicare anche una maggiore capacità del sistema di intercettare situazioni prima sommerse.
Il Segretario di Stato per la Sanità e la Sicurezza Sociale, gli Affari Sociali e le Pari Opportunità Massimo Andrea Ugolini ha difeso l’impianto attuale, che separa le funzioni: alla Tutela Minori spettano valutazione, protezione e controllo, al Servizio Minori il sostegno ai genitori e i percorsi psicologici, due binari che devono però accompagnare la famiglia dentro un percorso unitario. Nell’85% dei casi riferiti la presa in carico è avvenuta entro quindici giorni.
I nodi aperti sono due e attraversano gli schieramenti. Il primo è il personale: Marinella Chiaruzzi del PDCS ha richiamato le dimensioni ridotte dell’équipe e il rischio di burnout degli operatori, mentre Guerrino Zanotti di Libera ha chiesto di completare l’organico. Il secondo è la sede: la collocazione provvisoria al Centro Atlante, negli spazi del Centro Salute Donna, è giudicata poco adeguata a garantire la riservatezza di chi ci passa.
La presidente della Commissione Denise Bronzetti, di Alleanza Riformista, ha insistito sulla crescita dei numeri: «Proprio tutto a posto ancora non è», ha rimarcato, sollecitando attenzione a risorse, competenze e ambienti.
Dalle opposizioni è arrivata la contestazione sulla distanza fra impegni e interventi. Emanuele Santi di Rete ha osservato che la revisione chiesta a maggio non è stata attuata e che restano problemi di coordinamento. Matteo Casali di Repubblica Futura ha riconosciuto il senso della separazione fra valutazione e cura, ma ha accusato la maggioranza di chiedere oggi di rafforzare la Tutela Minori dopo averne ridotto le risorse nel 2024.
