Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha celebrato a Washington i 250 anni della Dichiarazione d’Indipendenza con un discorso di circa 40 minuti dal National Mall, cuore delle celebrazioni del 4 luglio. Al termine dell’intervento, affiancato dalla first lady, ha assistito all’esecuzione dell’inno nazionale con il saluto militare, prima dell’avvio di uno spettacolo pirotecnico da 850.000 fuochi d’artificio, annunciato come il più imponente mai realizzato per la ricorrenza.
Nel suo intervento, Trump ha rivendicato i risultati ottenuti dalla sua amministrazione, affermando che “l’America è una nazione di vincenti e oggi stiamo vincendo di nuovo”. Ha inoltre sostenuto che gli Stati Uniti siano oggi “più forti, più liberi, più ricchi, più sicuri e più orgogliosi che mai“, ringraziando le circa 150.000 persone rimaste sul National Mall nonostante il maltempo che aveva inizialmente costretto molti partecipanti ad allontanarsi.
Il presidente ha insistito sul tema dell’unità nazionale, dichiarando: “Siamo un solo popolo, una sola famiglia con una sola bandiera”, e ha ricordato che la United States Declaration of Independence insegna che tutti sono “creati a immagine di un unico Dio Onnipotente”.
Nel passaggio più politico del discorso, Trump ha ribadito la propria contrarietà al comunismo: “Non vogliamo i comunisti, non ne abbiamo bisogno e l’America non diventerà mai un Paese comunista”. Ha poi rivendicato la difesa del Secondo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti, sostenendo di averlo protetto durante i suoi anni alla Casa Bianca e promettendo di continuare a farlo. Infine ha ricordato il sacrificio delle generazioni di americani che, a suo dire, hanno combattuto per difendere ed estendere i diritti garantiti dalla Costituzione a cittadini di ogni razza, religione e credo.





