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Trump alla cena dei corrispondenti: attacchi ai media e applausi gelidi

Quella che doveva essere una serata dedicata al ritorno alla normalità dopo il tentativo di attentato contro Donald Trump si è trasformata in un nuovo terreno di scontro con la stampa. Alla White House Correspondents’ Dinner, rinviata di tre mesi e ospitata al Waldorf Astoria, il presidente ha inizialmente ringraziato gli agenti che fermarono l’attentatore e ribadito che “lo spettacolo deve continuare”. Dopo pochi minuti, però, il discorso ha preso una piega diversa, con attacchi ai media, agli avversari politici e il ritorno sui presunti brogli elettorali. Gli applausi si sono progressivamente spenti, lasciando spazio a un clima di evidente freddezza in sala.

Uno dei momenti più significativi è arrivato durante la consegna dei premi giornalistici. Tra i riconoscimenti figuravano infatti reporter di testate finite nel mirino della Casa Bianca. Sono stati premiati i giornalisti del Wall Street Journal per le inchieste sui rapporti tra Trump e Jeffrey Epstein, nonostante il presidente avesse citato in giudizio il quotidiano e ne avesse temporaneamente escluso i cronisti dall’Air Force One. Trump ha comunque stretto loro la mano davanti alla platea.

Analoga scena con Tyler Pager del New York Times, premiato per l’inchiesta sul nuovo Air Force One donato dal Qatar. Anche in questo caso l’amministrazione aveva cercato di costringere i giornalisti a rivelare le proprie fonti attraverso un’azione legale poi ritirata. Durante il suo intervento, Trump ha ironizzato sulla quantità di premi assegnati ai reporter, chiedendo scherzosamente se avesse “voce in capitolo”, ricevendo come risposta implicita il significato stesso della serata: celebrare il ruolo di una stampa indipendente, anche quando critica il potere.

epa12887688 US President Donald Trump speaks to members of the media outside the Oval Office of the White House in Washington, DC, USA, 13 April 2026. EPA/SALWAN GEORGES / POOL