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Attualità

Tre anni dal 7 ottobre, Israele ricorda le vittime mentre proseguono i raid su Gaza

Israele si è fermato alle 6.29 del 7 ottobre, tre anni esatti dopo l’attacco di Hamas che nel 2023 provocò circa 1.200 morti e il rapimento di 251 persone. Un minuto di silenzio ha aperto una giornata di commemorazioni, con bandiere a mezz’asta alla Knesset e alla residenza presidenziale e cerimonie anche nell’area del Nova Festival.

Il terzo anniversario arriva in uno scenario diverso rispetto ai precedenti: gli ostaggi risultano rientrati in Israele oppure i loro resti sono stati recuperati. Restano però profonde divisioni interne, emerse anche durante le commemorazioni ufficiali, dalle quali alcuni familiari delle vittime e degli ostaggi hanno preferito prendere le distanze.

Intanto la guerra nella Striscia di Gaza continua. Nuovi raid israeliani sono stati segnalati anche nella giornata dell’anniversario, mentre il bilancio complessivo delle vittime palestinesi riportato dalle fonti internazionali ha superato quota 74mila.

Rimane elevata anche l’allerta sul fronte della sicurezza. Secondo quanto emerso da una riunione del gabinetto israeliano, lo Shin Bet avrebbe segnalato il rischio che Hamas stia preparando un nuovo attacco, mentre il Paese si avvicina alle elezioni.

Sul significato del 7 ottobre è intervenuto anche il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, definendolo «un dramma gravissimo» e «uno spartiacque nella vita di Israele». Per Pizzaballa il futuro dovrà essere ricostruito non soltanto sul piano materiale, ma anche sul terreno delle relazioni e della convivenza, in una fase che resta segnata da violenza e forte instabilità.

Tre anni dal 7 ottobre, Israele ricorda le vittime mentre proseguono i raid su Gaza