Per chi entra negli Stati Uniti, lo smartphone può essere controllato dagli agenti di frontiera anche senza un mandato e senza un sospetto specifico di attività criminale. Lo ha stabilito la Corte d’Appello federale del Secondo Circuito, competente per New York, Connecticut e Vermont, con una decisione destinata ad alimentare il confronto tra sicurezza delle frontiere e tutela della privacy.
Il punto centrale della sentenza riguarda la cosiddetta “border-search exception”, l’eccezione alle normali garanzie del Quarto Emendamento che consente alle autorità americane di effettuare controlli su persone e beni che attraversano il confine senza dover ottenere preventivamente un mandato.
Per i giudici, questa regola può essere applicata anche a un telefono cellulare. La Corte considera infatti il controllo manuale del dispositivo di un viaggiatore una perquisizione “di routine” alla frontiera e, come tale, effettuabile senza un sospetto individualizzato.
La questione è particolarmente delicata perché un cellulare non contiene soltanto qualche documento o oggetto personale: può custodire messaggi, fotografie, contatti, e-mail e una grande quantità di altre informazioni sulla vita del proprietario. La Corte ha tuttavia ritenuto che il precedente della Corte Suprema Riley v. California, che aveva rafforzato le garanzie per le perquisizioni dei cellulari nel contesto degli arresti, non modifichi automaticamente le regole applicabili ai controlli di frontiera.
La decisione ha però un limite importante. Il caso esaminato riguardava una verifica manuale dei contenuti del telefono. I giudici hanno precisato di non essere chiamati a stabilire se la stessa libertà di controllo valga per perquisizioni digitali più profonde, realizzate attraverso sofisticati strumenti forensi o mediante l’analisi dei dati del dispositivo fuori dalla frontiera. In questi casi potrebbe entrare in gioco almeno il requisito di un ragionevole sospetto, ma la Corte non ha risolto la questione.
La sentenza inserisce così il Secondo Circuito nel solco di altre corti federali americane che hanno riconosciuto ampi poteri agli agenti nei controlli dei dispositivi elettronici alla frontiera. Per chi arriva negli Stati Uniti passando da New York, Connecticut o Vermont, il principio fissato dalla Corte è comunque netto: il semplice controllo manuale di uno smartphone alla frontiera non richiede né un mandato né un sospetto individualizzato.
