San Marino apre ai contributi di cittadini e imprese per sostenere eventi sportivi e interventi sul patrimonio pubblico. Il Consiglio Grande e Generale approva a maggioranza la legge sulle donazioni: uno strumento che punta a raccogliere risorse private attraverso agevolazioni fiscali, con la possibilità di finanziare manutenzioni, recuperi e nuove opere.
Tra gli interventi possibili, il segretario di Stato Rossano Fabbri cita la piscina di riscaldamento del Multieventi e un impianto per l’atletica. Dalla maggioranza arrivano anche altri esempi: palestre scolastiche utilizzate da ragazzi e federazioni, teatri, cinema e studentati.
Il provvedimento nasce per sostenere lo sport e viene ampliato agli interventi sul patrimonio immobiliare pubblico. Per le donazioni destinate agli eventi sportivi è prevista la deducibilità, mentre per gli interventi sugli immobili pubblici scatta il credito d’imposta. È questa la distinzione chiarita da Fabbri durante il confronto in aula.
Per la maggioranza, il meccanismo permette di affiancare risorse private agli investimenti pubblici. Oscar Mina (PDCS) sostiene il coinvolgimento di cittadini e imprese per mantenere gli impianti efficienti e sicuri: “Significa creare una positiva alleanza tra le istituzioni, il mondo economico e le realtà sportive.”
Sulla stessa linea Paolo Crescentini (PSD), che vede nelle donazioni un sostegno capace di produrre benefici oltre il singolo evento o la singola struttura. “Siamo favorevoli al fatto che ci siano privati che possano incentivare e sostenere lo sport, perché a beneficiarne, a ricaduta, è l’intera collettività sammarinese.”
L’approvazione arriva però con il voto contrario di Rete e Repubblica Futura e l’astensione di Domani Motus Liberi. Le opposizioni non contestano il principio di aiutare lo sport attraverso i privati. Le riserve riguardano l’estensione della legge, i controlli e il peso che i finanziatori potrebbero assumere nella scelta dei lavori.
Emanuele Santi (Rete) teme che la disponibilità a donare finisca per spostare le priorità dello Stato. “Non è più lo Stato a decidere quello che è prioritario, ma è la disponibilità economica di un privato che, attraverso il suo intento di fare queste donazioni, deciderà quello che diventa prioritario”. Richiama inoltre il costo delle agevolazioni: il credito d’imposta, pur senza un esborso diretto, comporta minori entrate pubbliche.
Matteo Casali (RF) chiede maggiori contrappesi e un ruolo più incisivo del Consiglio. Il rischio, a suo giudizio, è che alcuni interventi prendano la precedenza perché trovano un finanziatore: “Purtroppo assisteremo a opere che diventano strategiche in virtù del fatto che qualcuno ci metterà i denari”.
Fabbri respinge questa lettura e ribadisce che la scelta delle opere rimane nelle mani delle istituzioni. “La programmazione resta pubblica, la scelta resta pubblica, la responsabilità resta pubblica.” Gli interventi, spiega, seguono le procedure previste e la programmazione finanziaria passa attraverso il bilancio.
Sul coinvolgimento dell’aula resta una distanza. Rete e RF contestano il ricorso a delibere e regolamenti del Congresso di Stato e chiedono un decreto che il Consiglio possa esaminare. Per le opposizioni, discutere le somme in bilancio non equivale a poter intervenire sull’elenco delle opere.
Il segretario assume quindi un impegno: “Prima dell’adozione di qualsiasi procedimento provvederò a informare la Commissione competente sulle opere che il Congresso di Stato ritiene strategiche”.
Altro punto discusso è il confine tra donazioni e sponsorizzazioni. Casali chiede che al contributo non corrisponda una prestazione pubblicitaria: “È del tutto evidente che a una donazione, in quanto tale, non può conseguire alcuna richiesta di prestazione.” Insieme a Santi sollecita controlli e sanzioni specifici contro eventuali abusi.
La maggioranza richiama le limitazioni sui riconoscimenti ai donatori, che possono avere carattere istituzionale, informativo o comunicativo. Fabbri precisa: “La legge esclude che al donatore possano essere riconosciuti denaro, beni tangibili, utilità economiche dirette e obblighi di promozione di prodotti, servizi, marchi o attività.” Sostiene inoltre che gli strumenti per effettuare verifiche siano già disponibili.
Fabio Righi (D-ML) motiva l’astensione distinguendo i principi iniziali, che condivide, dalle modifiche introdotte durante il percorso. Chiede di inserire le donazioni in una programmazione pluriennale degli investimenti, con un confronto politico effettivo sulle opere strategiche.
Per Andrea Ugolini (PDCS), l’ampliamento offre invece una possibilità concreta per recuperare e valorizzare strutture pubbliche. “L’idea è proprio quella di andare a sostegno, per esempio, delle palestre delle scuole, utilizzate dai ragazzi e da alcune federazioni”. Il criterio per scegliere gli interventi, aggiunge, deve restare chiaro: “L’interesse pubblico deve essere il faro che guida le scelte nell’individuazione di queste opere”.
