Il nome “San Marino” non potrà più essere utilizzato liberamente dalle società e dalle associazioni sportive senza una preventiva autorizzazione. Con il Decreto-Legge n. 149 del 5 ottobre 2026 viene introdotta una disciplina specifica sull’utilizzo della denominazione della Repubblica nello sport, affidando al Comitato Olimpico Nazionale Sammarinese (CONS) il compito di concedere il via libera.
“Con il Decreto-Legge n. 149 del 5 ottobre 2026 la Repubblica introduce una disciplina organica per l’utilizzo della denominazione ‘San Marino’ nell’ambito delle attività sportive, colmando un vuoto normativo e definendo per la prima volta procedure chiare, uniformi e trasparenti”, si legge nel comunicato della Segreteria di Stato allo Sport.
Il principio alla base del provvedimento è che il nome “San Marino”, quando utilizzato nello sport, crei un collegamento immediato tra la società o associazione e la Repubblica. Per questo motivo le realtà che già utilizzano la denominazione, o intendono farlo in futuro, dovranno ottenere preventivamente l’autorizzazione del CONS.
La disposizione riguarda anche le espressioni che possano determinare un diretto collegamento con la Repubblica e avrà carattere generale, indipendentemente dall’ordinamento sportivo nel quale opera il soggetto interessato.
“L’obiettivo non è interferire con l’autonomia delle Federazioni o con l’attività delle associazioni e delle società sportive, ma assicurare che l’utilizzo del nome della Repubblica avvenga sulla base di criteri definiti e che i relativi presupposti permangano nel tempo”, precisa la Segreteria.
Il decreto attribuisce così al CONS una nuova competenza specifica, distinta dalle funzioni che il Comitato già svolge nell’ambito dell’ordinamento sportivo sammarinese.
Per ottenere l’autorizzazione sarà necessario presentare un’apposita istanza accompagnata dalla documentazione richiesta. Il procedimento dovrà concludersi entro dieci giorni lavorativi dal ricevimento della domanda, salvo la necessità di richiedere integrazioni.
Il provvedimento disciplina anche la possibilità di revocare l’autorizzazione. Questo potrà avvenire qualora, successivamente al rilascio, “l’attività o la condotta dell’associazione o della società sportiva risulti concretamente idonea ad arrecare pregiudizio al prestigio, all’onore, all’immagine o agli interessi della Repubblica di San Marino”.
Prima della decisione definitiva sarà comunque garantito il contraddittorio, consentendo al soggetto interessato di presentare le proprie osservazioni. In caso di revoca, la società o associazione dovrà cessare di utilizzare la denominazione “San Marino” o altre espressioni che determinino un collegamento diretto con la Repubblica.
“Lo sport rappresenta uno straordinario veicolo di promozione e di identità collettiva”, sottolinea il Segretario di Stato per lo Sport Rossano Fabbri. “Utilizzare il nome della Repubblica significa creare un collegamento immediato con San Marino e proprio per questo riteniamo corretto che esistano regole chiare, uguali per tutti e procedure trasparenti. Con questo decreto colmiamo una lacuna dell’ordinamento e attribuiamo al CONS uno strumento specifico per tutelare nel tempo il nome, il prestigio e l’immagine della Repubblica.”
Il decreto interessa anche chi utilizza già oggi la denominazione “San Marino”. Per questi soggetti viene previsto un periodo transitorio di 90 giorni dall’entrata in vigore, entro il quale dovrà essere presentata la domanda di autorizzazione.
Il mancato rispetto degli obblighi comporterà sanzioni amministrative pecuniarie, che saranno irrogate dall’UO Ufficio Attività Economiche, ferme restando le ulteriori azioni previste dall’ordinamento per la tutela del nome e dell’immagine della Repubblica.
“Con il Decreto-Legge n. 149/2026 viene quindi introdotto un sistema organico di tutela della denominazione ‘San Marino’ in ambito sportivo, capace di coniugare la salvaguardia dell’identità e dell’immagine della Repubblica con la certezza delle regole, l’uniformità di trattamento e le garanzie previste per tutti i soggetti interessati”, conclude la Segreteria di Stato.
