Read in English
Attualità

Riforme istituzionali, la Commissione riparte. Priorità a ruolo dei consiglieri, organizzazione del Consiglio e gerarchia delle fonti

Riparte il cantiere delle riforme istituzionali a San Marino. Dopo diversi mesi di pausa, la Commissione consiliare speciale è tornata a riunirsi mettendo sul tavolo un nuovo programma di lavoro. Il confronto è stato inizialmente acceso, soprattutto sulla recente modifica del Regolamento consiliare, ma si è chiuso con un orientamento condiviso sui prossimi passi.

Il primo riguarda l’accordo di associazione con l’Unione Europea e le conseguenze che il recepimento della normativa comunitaria potrà avere sull’ordinamento sammarinese. La Presidenza contatterà le Segreterie di Stato agli Affari Esteri e agli Affari Interni per convocare in audizione Luca Beccari e Andrea Belluzzi, possibilmente già la prossima settimana. L’obiettivo è capire quali strumenti normativi utilizzare e se saranno necessari anche interventi di carattere costituzionale.

Sul tavolo c’è poi il lavoro più ampio sulle riforme. Il mandato affidato dal Consiglio Grande e Generale prevede infatti di arrivare a bozze di revisione di leggi e regolamenti entro maggio 2027. La strada individuata è quella di dividere il lavoro in pochi grandi capitoli, trovare prima una sintesi politica e affidare successivamente ai tecnici la stesura delle norme.

Il presidente Filippo Tamagnini ha indicato tre prime macroaree: Regolamento e organizzazione dei lavori consiliari; status del consigliere, con particolare attenzione a strumenti, supporto tecnico e accesso alle informazioni; gerarchia delle fonti e assetto normativo e istituzionale, anche alla luce dell’integrazione europea.

Proprio il ruolo dei consiglieri ha occupato una parte consistente del dibattito. Dall’opposizione sono arrivate richieste per rafforzare l’accesso alle informazioni, il supporto tecnico ai gruppi e le tutele nell’esercizio del mandato, insieme alla necessità di riequilibrare il rapporto tra Consiglio Grande e Generale e Congresso di Stato. È tornato anche il tema della professionalizzazione dei consiglieri, sul quale restano però posizioni differenti.

Non sono mancate le tensioni. Rete, D-ML e altri esponenti dell’opposizione hanno contestato alla maggioranza di aver modificato il Regolamento consiliare mentre la Commissione era ferma, mettendo in discussione il percorso condiviso. Dalla maggioranza è arrivata invece la difesa della necessità di rendere più efficienti i lavori del Consiglio. Manuel Ciavatta (Pdcs) ha comunque riconosciuto che sul Regolamento possa essere stato fatto «un passo troppo avanti» in maniera unilaterale, confermando la disponibilità a riprendere il lavoro comune.

La seduta si è chiusa però su un terreno più condiviso. Libera, Psd, Rf, Rete, D-ML, Ar e Pdcs hanno espresso consenso sull’impostazione proposta dalla Presidenza. Entro la fine dell’anno l’obiettivo è affrontare le principali macroaree, così da arrivare all’inizio del 2027 con gli indirizzi politici necessari per passare alla scrittura delle riforme.