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Residenze atipiche, la CSdL chiede di abrogare la legge

La CSdL chiede l’abrogazione della legge sulle residenze atipiche, indicando nell’arrivo di persone con elevate disponibilità economiche uno dei fattori che hanno fatto aumentare i prezzi delle abitazioni a San Marino. Nel comunicato del 4 ottobre, il sindacato riporta i dati forniti dall’Ufficio nazionale di statistica: al 30 giugno 2026 i residenti atipici a fiscalità agevolata erano 392, pari all’1,15% della popolazione residente, composta da 34.167 persone.

La presa di posizione parte dalle difficoltà di accesso alla casa. “Da alcuni anni ci troviamo in presenza di una vera a propria “emergenza casa”, a causa dell’impennata del costo degli affitti e dell’acquisto, nonostante i recenti interventi legislativi che, almeno per il momento, non sembrano aver sortito gli effetti auspicati. Non di rado, giovani e famiglie sono costrette a rivolgersi fuori territorio”, si legge nella nota.

Secondo la CSdL, le forze politiche tendono a ridimensionare il peso delle residenze atipiche sul mercato immobiliare. Il sindacato sostiene invece che l’aumento dei prezzi coincida con l’arrivo più consistente dei beneficiari della normativa: “A noi non pare una casualità il fatto che dal 2022, quando hanno cominciato ad arrivare in massa i residenti atipici, i prezzi di case e appartamenti abbiano iniziato a crescere in maniera esponenziale”.

La Confederazione ricorda di aver già sollevato il problema nel maggio 2024, prima delle elezioni, chiedendo una revisione sostanziale della legge. Nell’aprile 2025 sono stati innalzati i requisiti per concedere le residenze atipiche ai pensionati, ma per il sindacato questo intervento non ha fermato il fenomeno.

“Nonostante ciò, di queste ultime nel 2025 ne sono state concesse ben 81, mentre le residenze atipiche rilasciate ad altri soggetti, tra cui sportivi, artisti, ecc., sono state 61. Nei primi sei mesi del 2026 ne sono state concesse rispettivamente 19, quindi effettivamente in calo, e 32, ovvero con una tendenza costante. In altre parole, stanno arrivando nuovi soggetti attratti dal fisco leggero, al posto dei pensionati”.

Il quadro descritto mostra dunque un calo delle concessioni ai pensionati, mentre quelle destinate alle altre categorie mantengono, secondo la CSdL, un andamento costante. Sul totale di 392 residenti, il sindacato segnala una discrepanza rispetto alla somma dei dati della tabella, ipotizzando che alcuni beneficiari siano successivamente emigrati o abbiano cambiato tipologia di residenza.

Per dare una misura del fenomeno, la nota propone un confronto con l’Italia: applicando la stessa percentuale alla popolazione italiana si arriverebbe a oltre 670mila persone. La CSdL precisa inoltre che i residenti atipici presenti sul Titano sono, nella grande maggioranza, cittadini italiani.

Il nodo, per il sindacato, resta la possibilità per i proprietari di attendere un acquirente o un inquilino con maggiori risorse. “Vista la tendenza descritta, i proprietari di immobili che non hanno bisogno di vendere o affittare in tempi brevi possono ben aspettare che un residente atipico bussi alla loro porta, portando in dote una disponibilità economica di tutto rilievo e, in caso di affitto, una presenza molto ridotta, che non comporta quindi neanche l’usura dell’immobile”.

A pagarne le conseguenze sarebbero soprattutto le persone che cercano un’abitazione senza disporre degli stessi mezzi economici. “Ai giovani (e meno giovani) che non hanno adeguate disponibilità economiche e vogliono mettere su famiglia, o hanno necessità di trasferirsi, non resta che attendere (ammesso che la situazione cambi) o cercare migliori opportunità fuori territorio”.

Da qui la richiesta conclusiva: “Per la CSdL è il momento di dire basta! Chiediamo che questa legge venga abrogata.”

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