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Attualità

Orrore in famiglia: donna incinta picchiata dal marito, scatta l’allontanamento per un commerciante

Avrebbe picchiato la moglie anche durante la gravidanza, arrivando a stringerle il collo e tapparle la bocca fino a farle perdere i sensi. E per controllarla avrebbe persino nascosto dei cellulari in casa, lasciandoli in registrazione per ascoltare le sue conversazioni.

Sono le pesanti accuse nei confronti di un commerciante 42enne originario del Bangladesh, residente a Rimini e titolare di un negozio a Cattolica.

Il gip Raffaele Deflorio, su richiesta della Procura di Rimini, ha disposto l’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico. L’uomo è indagato per maltrattamenti in famiglia.

La storia comincia nel 2021, quando i due si sposano in Bangladesh con un matrimonio concordato dalle famiglie. Nel 2022 la donna raggiunge il marito in Italia.

Le prime tensioni sarebbero nate per i rapporti dell’uomo con altre donne. Dopo aver scoperto alcuni messaggi sul suo telefono, la moglie gli avrebbe chiesto spiegazioni, ricevendo in risposta due violenti schiaffi al volto.

Durante la gravidanza la situazione sarebbe peggiorata. In occasione di un litigio, il 42enne l’avrebbe afferrata per il collo e le avrebbe tappato la bocca, impedendole di respirare fino a farle perdere conoscenza. A interrompere l’aggressione sarebbe stato un cugino che viveva con la coppia.

Le violenze sarebbero proseguite anche dopo la nascita del bambino. Nel negozio di Cattolica, davanti al figlio di pochi mesi, l’uomo avrebbe preso a schiaffi la moglie e, quando lei avrebbe tentato di uscire, l’avrebbe afferrata per i capelli trascinandola nuovamente all’interno.

Secondo l’accusa, il marito le avrebbe inoltre impedito di lavorare e uscire da sola, sottraendole il telefono e arrivando a cancellare l’iscrizione del figlio all’asilo nido.

Per sorvegliarla anche quando non era presente avrebbe nascosto alcuni cellulari sotto i mobili, persino sotto un divano, utilizzandoli per registrare le conversazioni della donna.

Dopo anni di presunti maltrattamenti, la moglie ha chiesto aiuto alla polizia. Da giugno vive insieme al figlio in una struttura protetta. L’inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore Luca Bertuzzi.